Con oltre 60000 abitanti (il quinto più popoloso della regione) Crotone è un comune dell'omonima provincia situato su un promontorio che guarda il mar Ionio in Calabria; i comuni confinanti sono Cutro, Isola di Capo Rizzuto, Rocca di Neto, Scandale e Strongoli.
Il nome della città, Kroton, è quello del mitico figlio di Lakinios che, secondo quanto narrato da Diodoro (I° a.C.-I° d.C.) fu ucciso per errore dall'amico che stava ospitando, Eracle; questi, addolorato per l'evento, dopo avergli innalzato un grande monumento funebre, predisse agli indigeni, prima di partire, il futuro glorioso della città che da Kroton appunto avrebbe tratto il nome.
Lo stesso Diodoro ci trarnanda il mito dell'acheo Myskellos di Rhype, quale ecista di Crotone: I'eroe si accinse a fondare la città nell'VIII° a.C., dopo aver ricevuto il responso dell'oracolo di Delfi che lo invitava a cercare il sito «nelle belle pianure» vicino al Lacinio, alla sacra Krimisa (Cirò) e al fiume Esaro, distogliendolo dalla scelta dell'allettante piana di Sibari.
La fertilità del terreno e la bontà del clima, cui più volte fanno riferimento le fonti per motivare le numerose vittorie degli atleti crotoniati ai g ochi olimpici, spiegano la scelta del sito: un ambiente dunque molto diverso dalla realtà odierna, profondamente mutata a causa dei dissennati disboscamenti operati dall'uomo.
Notizie storiche. Polibio, Livio e Strabone ricordano la fama della città per avere ospitato Pitagora, per aver dato i natali ad atleti (Milon e Astylos) o medici (Alcmeone e Democede) illustri.
Nel 540-538 a.C. Crotone, con Sibari e Metaponto, assalì e distrusse Siris; a seguito di tale guerra si rivolse contro Locri, che aveva sostenuto Siris, ma nella battaglia della Sagra, contro ogni previsione, perse, si dice, per l'intervento divino dei Dioscuri a favore dei Locresi. La città si riprese con l'arrivo di Pitagora, esule da Samo: positivi riflessi si ebbero con la diffusione della sua dottrina religiosa ed etica (orfismo), che implicò anche una svolta nella politica e incrementò gli studi matematici, astronomici e medico-naturalistici.
Nel 510 a.C., in soli 70 giorni, i Crotoniati, alleati con Metaponto, assediarono ed espugnarono la potentissima Sibari, annettendone il territorio che rimase sotto il loro dominio, fino alla fondazione di Thurioi (444 a.C.).
Nel V° a.C. promosse, assieme a Caulonia e Skylletion, l'istituzione della Lega italiota, con sede nell'Heraion di Capo Colonna; ma già alla fine del secolo il suo ruolo dominante andò scemando, rilevato da Taranto che trasferì la sede dell'alleanza ad Eraclea.
Aggredita nel IV° a.C. da Dionisio di Siracusa, che le sottrasse il territorio di Caulonia, fu presa da Agatocle nel 295 a.C.; nel 277 a.C., durante le guerre di Pirro, fu occupata dai Romani, quindi nel 215 a.C., a causa dell'assedio di Cartaginesi e Brettii, fu abbandonata dagli abitanti, che si rifugiarono a Locri; infine vi fu dedotta una colonia romana (194 a.C.), con una notevole riduzione dell'abitato, limitato solo alla collina del castello.
Testimonianze archeologiche. Della metropoli, che aveva un circuito murario di oltre 18 km, non rimane oggi nessun resto visibile, se non qualche traccia delle mura. Già nel 1541, con la costruzione del castello da parte di don Pedro di Toledo, si distrussero i monumenti dell'acropoli. I numerosi scavi, condotti con sistematicità a partire dal 1973, hanno portato a conoscere qualcosa della planimetria urbana, dei santua ri e delle necropoli. Tuttavia l'espansione selvaggia della città moderna (iniziata negli anni cinquanta) non permette il recupero, se non estremamente frammentario, di grosse emergenze, andate in gran parte distrutte nella speculazione edilizia e nell'attività di scavi clandestini, che hanno saccheggiato il territorio a favore di antiquari e collezionisti senza scrupoli.
Dallo scavo al museo. L'abbondante materiale archeologico proveniente dagli scavi urbani di Crotone si conserva al Museo Archeologico Nazionale di via Risorgimento (si veda scheda), istituito nel 1968, che ha raccolto anche le collezioni del vecchio Museo Civico. All'edificio, attualmente in restauro, si affianca oggi l'altra sede espositiva del vicino Palazzo Morelli, utilizzato per le mostre temporanee.