In provincia di Cosenza, il comune di Terravecchia conta circa 1000 abitanti e fa parte della Comunità montana della Sila Greca; confina con i comuni di Cariati e Scala Coeli in provincia di Cosenza e Crucoli in provincia di Crotone.
Piccolo centro agricolo della fascia collinare presilana, il paese sorge sopra un colle in vista del mare alto 472 metri, a soli 8 Km. da Cariati, cui è collegata dalla S.S.108 ter (Silana di Cariati).
II suo territorio fu abitato fin da epoca remota. In Contrada Proja, agli inizi del secolo, furono effettuati scavi che misero in luce notevoli avanzi di un sistema di fortificazione eretto nella seconda metà del IV secolo a.C. dai Brezi.
Nel 1971 il sito archeologico in questione fu visitato dall'archeologa francese J. De La Genière, che così lo descrive: La parte esterna del muro di cinta affiora in certe zone; i blocchi non sono tagliati, ma sono stati scelti con cura e fanno un paramento esterno abbastanza regolare. All'interno della zona fortificata le tracce di vita sono molto scarse. Tutti i frammenti raccolti in superficie sono databili alla fine del IV o all'inizio del III secolo a. C. .
II sito archeologico di Contrada Proja, prima di essere stato occupato dalle genti italiche brezie, fu molto probabilmente sede di un villaggio protostorico. F. Lenormant sostiene che il sito di Terravecchia sopra un'altura quasi a picco, ha tutte le caratteristiche di quelle aree su cui insistono, le acropoli pelagiche e avanza l'ipotesi che esso potrebbe aver ospitato la misteriosa città enotria di Chone.
L'insediamento urbano attuale di Terravecchia si deve far risalire con molta probabilità all'alto Medioevo.
II paese fu casale di Cariati e seguì le secolari vicende feudali della vicina cittadina ionica. Appartenne, perciò, ai Ruffo, ai Riario, ai Borgia, e, infine, agli Spinelli.
Nel 1807 i Francesi ne fecero un luogo del Governo di Cariati, il 4 maggio 1811 fu retrocesso a frazione di Cariati e tale rimase fino al 1921. Con la legge n. 495 del 14 aprile di quell'anno Terravecchia si separava da Cariati, costituendosi in Comune autonomo.
Dal punto di vista amministrativo-religioso Terravecchia ha fatto parte della Diocesi di Cariati fin dall'anno in cui questa fu creata da papa Eugenio IV (1437) e ne ha seguito le sorti fino ai recentissimi (1986) provvedimenti vaticani che hanno portato alla formazione della nuova Diocesi di Rossano-Cariati.
Visitare Terravecchia
Terravecchia, con le sue vecchie casette aggrappate all'alto colle che si affaccia come una balconata sul Mar Jonio, con le ripide viuzze del suo centro storico, col bel panorama che si gode dal suo belvedere non manca di attrarre il turista che decide di farvi una sosta.
D'altra parte il paese non è del tutto privo d'interesse storico-artistico. Oltre alla suggestiva Piazzetta in cui sorge il Monumento ai Caduti delle ultime due guerre (Piazza del Popolo), si segnala al visitatore la Chiesa Parrocchiale dedicata a San Pietro, edificio sacro di origine seicentesca, completamente rimaneggiata agli inizi del '900. La facciata ha un corpo centrale sopraelevato e munito di bifora, fiancheggiato da una torre campanaria; l'interno è decorato a stucchi con motivi d'ispirazione barocca. Meritevole di visita è anche la Chiesa dell'Addolorata, anch'essa di origine secentesca, che conserva un'icona settecentesca dell'omonima Madonna e un Crocifisso ligneo seicentesco di scuola napoletana.
Da segnalare, infine, i resti di una Torre di Guardia cinquecentesca, sita nella zona alta del paese. Nel santuario di Santa Maria dedicato alla Vergine, si può ammirare un'affresco del sec. XVIII.