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Saracena - Cosenza
Comune con circa 4000 abitanti, Saracena si trova nel territorio della provincia di Cosenza, nella regione Calabria; i comuni contigui sono Altomonte, Castrovillari, Firmo, Lungro, Morano Calabro, Mormanno, Orsomarso e San Basile. Per conoscere a fondo il tessuto urbano di Saracena è necessaria una guida che ne conosca gli angoli più remoti e carichi di storia. Il punto di partenza resta la chiesa di San Leone che mostra sul suo fianco un aggraziato campanile romanico, decorato di trifore spartite da piccole colonne in pietra, ricordo di quella chiesa di Santa Caterina che nel 1224 venne convertita al culto del Santo Vescovo. L'interno di tipo barocco, a tre navate, mostra opere d'arte di notevole interesse come le due statue marmoree dell'Immacolata e della Madonna col Bambino, di tipo manierista, acquistate con un lascito testamentario nel 1600. Bello è il prospetto di ciborio rinascimentale, datato 1522, e il fonte battesimale in pietra sorretto da un leone accucciato di gusto moresco, datato 1592. La cappella del Titolare, arricchita di un altare in marmi policromi del 1765, conserva oltre alla statua di San Leone anche una serie di preziosi busti reliquiari, di squisita fattura. Belle anche le argenterie tra le quali si fa notare un calice in argento massiccio con sulla base statuette di santi e delle tre Virtù teologali, capolavoro di argentiere napoletano del XVIII secolo. Da San Leone, per via Vittorio Emanuele e via Santa Maria Maddalena, ci dirigiamo alla chiesa di Santa Maria del Gamio (delle nozze) la più antica di Saracena, che mostrava fino ai rifacimenti del secolo scorso un prospetto sul quale erano dipinte figure di santi con iscrizioni greche, che denunciavano l'antico rito officiato in questo vetusto tempio. L'interno, a tre navate, è decorato da un sontuoso soffitto in legno a lacunari dipinti e decorati, risalente al 600 e completato da delicati mazzetti di rose, nel 1787, dal pittore Genesio Galtieri. Nella navata di destra bellissimo dipinto rappresentante il Matrimonio Mistico di Santa Caterina eseguito nel 1756 da Paolo di Maio, pittore napoletano, a cui si devono numerosi lavori che decorano le chiese dell'antica Capitale del Regno. Dietro l'altare maggiore, una statua settecentesca della Madonna col Bambino, in marmo, domina il coro in noce, elaborato nel 1760 da Gaetano Fusco. Dello stesso autore sono il pulpito e la sedia presbiteriale. Il fonte battesimale sembra essere un adattamento cinquecentesco di pezzi più antichi; del XVI secolo è anche il bellissimo altare in pietra scolpita del succorpo con figure di santi, nei pilastrini, e il Cristo morto sorretto da angeli, nel palliotto. In sacrestia notevole polittico su tavola del 500 mancante della parte centrale, in cui sono dipinti gli stemmi dei Sanseverino, signori di Saracena, e della Università cittadina, dato da una donna seminuda in fuga, che si riallaccia alla leggenda che la fondazione della città sia dovuta ad una principessa Sara sfuggita notte tempo ai suoi nemici. Il tesoro della chiesa composta da numerosi pezzi di gran valore si fregia, tra l'altro, di un grandioso trono per l'esposizione del Santissimo, in lamina di argento, dono di Domenico Mastromarchi nel 1746 e di una serie di pregevoli parati in seta laminata in oro e in argento, dei secoli XVII - XVIII. Dalla sacrestia si passa nel museo d'arte sacra di Saracena (allestito nell'aprile del 1993) dove si trovano una serie di Busti Reliquiari in legno dorato e dipinto del XVII - XVIII secolo, Reliquiari del XVIII secolo, Tele dei secoli XVI – XVIII, Parati liturgici in seta laminata in oro e argento dei secoli XVII – XVIII, il dipinto raffigurante la Madonna della Purità realizzata su una lastra di metallo tra la fine del 600 e l'inizio del 700; ed un piccolo e delicato Harmonium della fine del secolo scorso. Si passa successivamente nella sala adibita ad Archivio storico comprendente manoscritti, pergamene e documenti importanti. Da visitare è anche l'altra chiesa (chiesa di Santa Maria delle Armi) che trae il suo nome dall'essere costruita su una serie di grotte (ton armòn). Sul portale, piccola scultura medievale in marmo alabastrino, rovinata dalle intemperie e, nell'interno, bellissimo affresco della Madonna allattante col Bambino, assegnabile al XIV - XV sec. che è da considerare tra le opere d'arte più belle della cittadina. Interessanti sono anche la cappella di Santa Maria di Ara Coeli, con la sua abside rivolta a oriente, che ne denota l'origine bizantina, e il Convento dei Cappuccini che risale al seicento. L'itinerario storico-artistico si conclude con la visita alla Biblioteca - Pinacoteca Comunale dove si possono ammirare numerosissime opere d'arte moderna (tra gli altri: Alfano, Guttuso, Purificato, Verdirosi, Monachesi, Greco). Gastronomia. I piatti tipici sono quelli comuni alla zona del Pollino con qualche variante nelle 'Chepeceddrichine' (teste di capretto ripiene), 'i ricchie i priviti', (orecchiette), mentre è distintivo di Saracena l'ottimo moscato, la cui produzione, assolutamente non vasta, è assai ricercata. Folklore. Nella ricorrenza di S. Leone (sera del 19 febbraio) il paese viene percorso da una lunga processione illuminata dalle fiaccole, al termine della quale quasi ad ogni angolo di strada, vengono accesi dei falò, alimentati per tutta la notte ed intorno ai quali si radunano vari gruppi familiari che festeggiano il Santo; grande il consumo di salsiccia, soppressata e vino. In estate, è singolare la festa della Madonna della Fiumara, (l’omonima chiesetta si trova a monte dell'abitato, in aperta campagna). Artigianato. Fiorente è a Saracena la lavorazione delle pelli con le quali si confezionano diversi capi di abbigliamento, molto ricercati sul mercato nazionale e estero. Hotel B&B Saracena
Sito Ufficiale: http://saracena.asmenet.it |
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