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Paola - Cosenza

Paola - Cosenza La prima segnalazione storica proveniente da fonti letterarie che testimonia l'esistenza di un sito designato dal toponimo «Paula», è stata rintracciata in un diploma medievale del XII° secolo.

Il documento risale al 1110, anno in cui Sica, moglie di Roberto di Bubun, signore normanno di Fuscaldo, fece una rilevante donazione di terre a favore della comunità di monaci latini del monastero di S. Maria di Valle Josaphat (più tardi noto come S. Maria de Fossis), i quali si erano stabiliti tra la fine dell'XI° secolo e i principi del secolo successivo, presso il fiume Deuda, nel territorio a sud del feudo di Fuscaldo.

Nel diploma si dichiara tra l'altro che Sica concedeva all'abbazia latina la giurisdizione del piú antico monastero di tradizione italo-greca di S. Michele Arcangelo - pure compreso entro i confini del feudo - «cum omnibus pertinentiis suis et cum villanis VI°, cum uno veteri molendino de Paula».
Scendendo più in basso nel tempo, occorre tenere presente che in una fase precedente lo stesso territorio in cui sorgeva il vecchio mulino «de Paula» era stato interessato dalla decisiva presenza storica dei nuclei monastici italo-greci; presenza di cui resteranno nel comprensorio paolano numerose testimionanze.
Tra quelle archeologiche e architettoniche risalenti al periodo altomedievale, appartengono a questa fase il complesso ipogeo di Sotterra (VIII°-IX° secolo), che conserva un raro ciclo parietale di epoca bizantina, e la chiesetta rurale di S. Michele Arcangelo.

Un più remoto nucleo originario di organizzazione sociale del territorio paolano in età storica può essere invece identificato col sito di località «Cutura» - presso Sotterra - ove di recente sono venuti alla luce i resti di una villa romana di età imperiale.
All'importante complesso di Cutura è possibile far risalire la prima fase storica di strutturazione fondiaria del territorio paolano, impostata su di una base agraria di importante livello produttivo.
Nel XIII° secolo il comprensorio paolano assume la configurazione giuridica di «tenimentum»; cioè di un possedimento incluso entro i confini del feudo di Fuscaldo. Matteo di Tarsia, signore di Fuscaldo e Regina, nel 1204 concede ai monaci florensi di Fonte Laurato, presso Fiumefreddo, il permesso di costituire una «grancia», detta di S. Angelo, stabilita in «tenimento suo Paulae».

Un successivo diploma di Federico II° dell'ottobre 1220 ricorda l'esistenza del «Tenimentum Paulae, cum grancia, hominibus, rebus et vineis».
In epoca sveva nell'area del «tenimento» di Paola, prende corpo una consistente attività di modificazione del territorio su base produttiva, mentre i primi processi di trasformazione delle risorse cominciano a collegarsi tra di loro, incentrandosi su di un nucleo sociale che appare in fase di prima espansione.

Questo primo nucleo possedeva dimensioni e morfologia distinguibili, differenziandosi dall'area circostante per una fisionomia che, dal punto di vista della dinamica sociale, già prefigurava una formazione di tipo urbano.
Per questa fase una conferma proviene da una bolla del pontefice Clemente IV°, datata 12 febbraio 1267. Il carattere e la fisionomia strutturale che il nuovo sito, già sorto in prossimità del primo nucleo costituito dalla «grancia» florense, ha acquistato nell'arco di circa mezzo secolo sono - pur rimanendo giuridicamente configurato entro i confini del feudo di Fuscaldo - senza dubbio quelli di un piccolo centro con caratteristiche urbane; un casale che la bolla descrive così: «Grancia de Paula, cum Casale et porto et vineis, terris, silvis, et agris».

Sarà in seguito alla lunga guerra del Vespro (1282-1302) combattuta anche in Calabria che la prima fase di espansione e di accentramento territoriale determinatosi col sorgere del casale di Paola nell'ambito del territorio che fa capo al feudo di Fuscaldo, coinciderà con un ulteriore accrescimento del primo nucleo urbano, che in questo stesso periodo viene circondato da una prima cinta muraria e munito di fortificazioni.

Nella stessa fase a cavallo tra il XIII° e XIV° secolo, in conseguenza delle spinte all'accentramento territoriale determinatosi localmente, e anche a seguito dei combattimenti fra Angioini e Aragonesi, nel comprensorio paolano si viene via via spegnendo la funzione di poli di aggregazione demografica che i due piccoli casali preesistenti di origine monastica di Fosse e di S. Michele avevano sino a quel tempo svolto nella stessa area.
La popolazione di questi due piccoli casali rurali si aggrega nel corso del XIV° secolo al già consolidato nucleo demografico del casale paolano, che viene organizzato in modo da assumere le dimensioni e la fisionomia di una concentrazione urbana fortificata: un «Castrum» sostanzialmente autonomo da Fuscaldo; ciò consente inoltre alla città, che è già dotata di un porto, di proiettarsi nelle attività mercantili e di introdursi nelle correnti del commercio marittimo.
Il passaggio dalla condizione di «tenimentum» a «casale» e «castrum», sino alla nascita della prima formazione urbana di Paola, trova riscontro nella registrazione della decima pontificia del 1325, versata in «Castro Fuscaldi et in Terra Paulae».
Il periodo XIV°-XVIII° secolo vedrà poi il dispiegarsi di una fase di definitiva espansione e consolidamento della struttura urbano-sociale della città.
Nel 1494 vengono riconosciuti a Paola diritti di città, conferiti da Alfonso II° d'Aragona; tuttavia Paola rimase infeudata dal 1496 sino alla conclusione del regime feudale, giunta nel 1806 col decennio dei napoleonidi, alla casa Spinelli - una tra le più potenti e influenti famiglie feudali del regno di Napoli -, marchesi di Fuscaldo e baroni della «Civitas Paulae».

La crescita dimensionale del reticolo urbano paolano verificatasi nel corso dell'età moderna, trova un importante indicatore nella contemporanea tendenza all'accrescimento demografico della popolazione cittadina che si registra in questa stessa fase; nel 1648, all'epoca della rivolta antispagnola, Paola ospiterà una popolazione di più di 5000 unità abitanti entro il circuito delle mura.

Il lungo periodo di espansione e di accrescimento demografico e dimensionale della città si innesta sulla base di una favorevole e duratura congiuntura economica, che coincide localmente con un crescente impegno nelle attività produttive di tipo manifatturiero e con la partecipazione ad attività indotte o collaterali di tipo mercantile, in particolare a quelle sorte e sviluppatesi intorno alle produzioni tessili e alla «industria» delle sete.
Paola conterà circa 40 mercanti e mastri tiratori di sete iscritti nell'arco del periodo 1514-1798 alla Matricola Generale dell'Arte della Seta.
La crescente apertura ai traffici marittimi consentì di intrattenere frequenti rapporti commercianti con mercanti amalfitani, napoletani e genovesi, contribuendo a collocare Paola all'interno del vitale sistema di flussi economici dello scambio marittimo, che si sviluppava, a quell'epoca, seguendo rotte commerciali a tipo mediterraneo.

L'introduzione di questi vettori di crescita strutturale intervenuti nella fase tardo medievale e moderna, dal punto di vista socio-economico contribuì fortemente a determinare l'affermazione di un decisivo ruolo di centralità nell'ambito territoriale. Centralità che Paola conquistò in ragione di articolati processi di sviluppo che già avevano polarizzato attorno ad essa la vita di una vasta area comprensoriale che convergeva sulla città attratta in primo luogo dalla presenza di numerose attività produttive e di mercato. Il nuovo livello di «maturazione» delle funzioni urbane e sociali raggiunto dalla città in età moderna determinò anche sul piano giuridico-formale, la costituzione di un complesso apparato giurisdizionale, il quale, pur rimanendo sotto il continuo controllo del potere baronale, esprimeva forme associative e istituzioni giuridiche del tipo reggimento comunale.

Altro indicatore significativo per la connotazione di questi processi di complessiva crescita sociale, può essere identificato con la cospicua presenza in città dei maggiori ordini religiosi che furono stabilmente presenti a Paola: Gesuiti, Domenicani, Agostiniani e Cappuccini, ai quali va aggiunta la presenza di un ordine religioso, i Minimi di S. Francesco di Paola, costituitosi proprio a Paola nel corso del '400 ad opera dell'eremita e taumaturgo paolano Francesco Alessio.
Questi stessi ordini monastici furono artefici di importanti interventi urbanistici ed architettonici compiuti nel periodo fra il '300 e il '600.
I primi tre ordini arricchirono la città di importanti chiese e complessi conventuali che, contribuendo alla definizione dello scenario urbano e sociale paolano, precisarono anche la fisionomia e la morfologia architettonica della città medievale e moderna.

Fra le emergenze presenti nel patrimonio storico-artistico e architettonico paolano, è utile segnalare, oltre ad isolate presenze monumentali, l'esistenza di un centro urbano antico, particolarmente esteso e di completa tessitura urbanistica.
Il nucleo più antico del centro storico di Paola è formato dai complessi abitativi che componevano la prima formazione urbana (XIV°-XV° secolo), sorta intorno alla rocca del castello e al duomo. I successivi insediamenti abitativi si sono venuti ad affiancare al nucleo più antico dei quartieri medievali seguendo una disposizione naturalmente digradante verso livelli di quota più bassi.

L'insediamento dei quartieri nuovi sorti in età moderna, trova un significativo momento di sintesi urbanistica ed architettonica nello scenario urbano costituito dall'anfiteatro di alte case a schiera che si affacciano sull'asse viario principale formato da via Valitutti e Corso Garibaldi.

L'attuale Piazza del Popolo racchiude la fontana di piazza «all'uso romano» del XVI° secolo, fronteggiata dalla chiesa tardo barocca di Montevergine, opera settecentesca di artieri locali su progetto dell'architetto roglianese Niccolò Ricciulli.
Sulla stessa piazza si affaccia il seicentesco palazzetto comunale sul cui fianco un arco di tufo di tarda epoca rinascimentale sorregge la torre civica dell'orologio.

La formazione dell'asse viario e del reticolo urbano compreso intorno a Piazza del Popolo coincide con il periodo di massima espansione sociale e dimensionale del reticolo urbano paolano, che fra il '500 e il '700, in funzione dei processi prima descritti, colma lo spazio racchiuso nel circuito murato, arrivando così ad occupare l'area definita dalla monumentale porta urbica di epoca barocca, detta di S. Francesco, che segnava l'ingresso meridionale della città e il suo ultimo limite urbano prima delle massicce modificazioni urbanistiche avvenute di recente nel corso del '900.

Sede della Comunità Montana dell'Appennino Paolano e città capoluogo del comprensorio, Paola emerse come Comune (allora Universitas), guida della zona nel XV° secolo, al tempo di San Francesco, e riconfermata nello stesso ruolo, agli albori del XIX° secolo, nel riodinamento amministrativo regionale da Ferdiando I°, re delle Due Sicilie.
Si è definitivamente affermata in questi ultimi anni per la sua poliedrica attività e, ultimamente, per essere stata scelta come centro di convergenza degli altri dodici Comuni della suddetta Comunità Montana (oltre Paola, Belmonte Calabro, Longobardi, Fiumefreddo Bruzio, Falconara Albanese, San Lucido, Fuscaldo, Guardia Piemontese, Acquappesa, Cetraro, Bonifati, Sangineto e Belvedere Marittimo).

Esteso sulle falde della Serra costiera appenninica paolana che appunto dalla città prende il nome, il Comune rappresenta il più importante nodo ferroviario tra il nord e il sud, e il principale scambio di collegamento con la costa jonica; si trova a circa 60 metri sul livello del mare, estendendosi a nord verso la stazione ferroviaria e sempre nella stessa direzione sulla fascia sottostante la Nuova Variante SS 18 con un ulteriore incremento edilizio che effettivamente è sorprendente.

Il suggestivo panorama paesaggistico che circonda la città in un simbolico abbraccio tra il verde della montagna e l'azzurra distesa del Mare Tirreno è reso più incantevole dalla mistica presenza del Santuario di San Francesco di Paola che, oltre ad essere Patrono della città, come è noto, è il protettore dei marinai e il fondatore di quell'Ordine religioso che da mezzo millennio rifulge non solo in Italia, ma quasi in tutto il mondo.
Città ad economia mista, Paola, il cui nome potrebbe derivare da Patikos o Pathices o addirittura da Emilio Lucio Paolo, noto con il pseudonimo « il Vecchio », per due volte console romano nel 219 e nel 216 a.C. (anno in cui morì a Canne, nei pressi di Barletta, combattendo contro i Cartaginesi di Annibale), molto noto all'epoca da queste parti, come si è accennato nel capitolo dedicato a Belvedere Marittimo, cominciò ad affermarsi come centro urbano di rilievo verso l'XI°-XII° secolo. In precedenza, era stata considerata come un gruppetto di case rurali, cioè Casale del territorio di Fuscaldo. Molto più semplicemente, il nome di Paola potrebbe derivare dall'etimo latino pabula (plurale di pabulum), cioè terrreno da pascolo o addirittura da qualche patronimico derivante dal nome di qualche leggiadra donna (Paola), direttamente o indirettamente coinvolta nel possedimento dell'antico feudo. Non si è certi, ma si ha ragione di credere, dalle notizie tramandateci dagli storici antichi e moderni, che nella zona prima delle guerre troiane, cioè oltre quindici secoli prima dell'era cristiana, abitarono gli Enotri, popolo misto greco-italico (addirittura si rimanderebbe ad un re enotro la fondazione di un agglomerato, su cui, successivamente, sorse Paola), soppiantati dagli Ausoni, chiamati Osci dai Latini e Opici dai Greci, e quindi dai Brettii che prescelsero come loro roccaforte la città di Cosentia. Ritenuta fra le più probabili l'ipotesi relativa agli Enotri (chiamati così anche per il buon vino, dal greco «oinos», che si produceva nelle campagne), resta confermato che la terra di Paola, dopo l'avvento del cristianesimo, passò sotto la dominazione romana che si era estesa in tutta l'Italia meridionale. È ovvio che si brancola nel buio e che le notizie riportate, sebbene storicamente valide, potrebbero presentare lati molto oscuri.

Richiamandoci, però, al valido principio dei cicli storici di Giambattista Vico, si presume di non essere molto lontani dalla realtà della cronistoria, se si ipotizza che all'origine dell'odierna Paola, città in sicura fase ascensionale nel nuovo contesto sociale, politico, culturale e religioso, ci sia stata una città che rifulse nell'antichità e i cui geni, sopìti per qualche millennio, si siano ridestati da alcuni secoli a questa parte, per stimolare il cammino interrotto per l'inserimento nel contesto civile del progresso democratico. Paola confina a nord con Fuscaldo, ad est con San Benedetto Ullano e Montalto Uffugo e, a sud, con San Lucido. Si estende su una superficie di circa 4.300 ha. e comprende una popolazione di circa 20.000 abitanti dei quali circa 10.000 nel capoluogo e gli altri sparsi nelle contrade, tra cui Fosse, Gaudimare, San Miceli, Sant'Agata, Pantani e nei centri rurali. Il capoluogo si divide in tre zone: Paola Marina, Centro e Alta. La campagna è ricca di frutteti, ortaggi e vigneti. Mediocre la produzione di cereali, mentre sino a qualche secolo fa abbondava la coltivazione del gelso e fioriva, di conseguenza, l'industria serica. Addirittura la seta rappresentava la principale fonte di reddito per tutta la Calabria con circa trentasette artigiani titolari, iscritti negli elenchi dell'arte della seta, per come risulta negli Archivi di Stato di Napoli relativamente al 1500 e al 1600. Indubbiamente, esistettero molte filande e il commercio era abbastanza avviato.

Croni storia


Crediamo sia utile, prima di passare alla rassegna storica degli episodi più importanti attinenti alla città di Paola, accennare allo sviluppo del monachesimo che si delineò in Calabria dopo il Mille. A seguito delle invasioni arabe in Sicilia, i Basiliani, monaci sicilioti, cioè siculo-greci, che si ispiravano alle regole del fondatore della Comunità monastica assieme a San Gregorio di Nazianzo, San Basilio, detto il Grande (Cesarea ca. 329-379), vescovo di Cesarea e tenace oppositore degli eretici Ariani, nonché noto per la sua carità, giustizia e per le sue dotte opere, tra cui l'Esamerone, i Basiliani, dicevamo, abbandonarono la Sicilia e, salendo verso il nord si rifugiarono nei posti più reconditi della Calabria, fondando monasteri di clausura dalle rigide regole chiamate « Laure » e conventi rurali con annessi poderi detti « Grange ». Il più importante di questi conventi sorse ai confini nord-occidentali della Calabria e fu chiamato l'Eparchia Monastica del Mercurion e altri furono edificati in occidente per assottigliarsi dopo la diffusione dei Benedettini. Attualmente, qualche residua comunità di Basiliani si trova in Grecia, in Sicilia, a Roma, a Grottaferrata e, ovviamente, nella Calabria. Nella nostra zona, all'epoca, venne fondata dai Basiliani la laura di Sant'Angelo e la chiesa di Sotterra. Il nome della città di Paola è registrato per la prima volta nella cronaca dell'epoca agli albori del 1.100, a proposito di una graziosa donazione offerta al monastero di Santa Maria di Valle di Iosaphat o Fosse, detta anche Fossa di Iosaphat (doveva sorgere nell'attuale contrada Fosse, dove si raccolsero i primi cristiani chiamati Fossores, donde il nome), dalla nobildonna Sica, moglie di Roberto Bubun, signore di Fuscaldo che allora comprendeva tutto il territorio che va da Guardia Piemontese a San Lucido.

L'offerta in questione, che risale al 1.110, consisteva nel dono, al monastero di Valle di Iosaphat, dell'Abbazia di San Michele Arcangelo (con tutti gli annessi e connessi) che si trovava nei confini di Fuscaldo, nonché « cum uno vetere molendino de Paula ». Indubbiamente il toponimo di Paola doveva esistere almeno da alcuni anni. Nel 1204, all'epoca della dominazione della Casa regnante Sveva, Matteo di Tarsia, signore di Fuscaldo, ordinò che venisse edificato un convento, la futura « grangia florense di Sant'Angelo, nel suo tenimento di Paola », alle dipendenze del monastero florense di Fontelaurato a Fiumefreddo. Nel 1220, tale decisione venne confermata da Federico II di Svevia (1194-1250), re di Napoli e Sicilia, e nel 1.267 dal Papa Clemente VII° con una bolla pontificia, dove emergeva, tra l'altro, che il Casale di Paola, divenuto «Tenimentum», comprendeva un porto, terre coltivate, vigneti e boschi. Altra notizia di rilievo, sempre riferendosi a quell'epoca, concerne un documento della cronaca dei Minori conventuali della Calabria, in cui si fa riferimento, nel 1264, ad una nobildonna chiamata Matilde, consorte di Roberto di Fuscaldo, notaio, con residenza nel Casale di Paola. Una volta avviata verso l'incremento socio-religioso, demografico e commerciale, Paola andò sempre più sviluppandosi sino a raggiungere oltre 700 abitanti nei due casali di Fossa di Iosaphat e San Michele di Iosaphat. Dopo la rivolta dei Vespri Siciliani (31 marzo 1282) gli abitanti dei due casali, per motivi difensivi, si trasferirono attorno al castello assumendo una vera e propria autonomia nei confronti di Fuscaldo e nel 1.281, come viene ricordata in un documento dell'epoca, gli abitanti del feudo di Paola, Fuscaldo e Fiumefreddo giurarono fedeltà al re di Sicilia, Pietro III° d'Aragona (da loro in precedenza osteggiato), il quale dopo aver sconfitto i francesi era approdato sulle coste paolane.

Successivamente nel 1.342, la signoria di Fuscaldo e di Paola passò alla famiglia Ruffo, che già possedeva la contea di Montalto. Fu proprio uno di questa famiglia, il conte Carlo V° Ruffo, che impegnà le terre di Paola e Fuscaldo, per soccorrere economicamente, con novemila ducati, Ladislao d'Angiò Durazzo, re di Napoli (1.377-1.414). I due feudi, spegnati nel 1.395, furono ceduti dal conte Ruffo alla moglie donna Lucente de Frisa, discendente da una nobile famiglia di Montalto, la quale era in vita quando cominciò ad affermarsi la fama di San Francesco, al secolo Francesco Alessio, che era nato appunto a Paola nel 1.416. Con la presenza del grande Taumaturgo, Paola raggiunse una svolta decisiva e assurse a dignità di « Universitas » e gli altri centri abitati, compreso Fuscaldo, cominciarono a gravitare attorno alla neo Universitas. Già quando nel 1.446 morì donna Lucente de Frisa, e il feudo fu incamerato dalla Regia Curia per essere ceduto, nel 1452, di nuovo alla famiglia Ruffo nella persona del principe Marino Ruffo-Marzano, la cittadina era abbastanza nota e molto popolata. Ancora vivente San Francesco, ma a Tours in Francia, nel 1.495, Paola contava oltre 4.000 abitanti, corrispondenti a circa 813 fuochi o famiglie (ogni fuoco, come già detto, era, in media, composto da cinque persone) e Fuscaldo circa 2.300 corrispondenti a 455 fuochi. Si riferisce pure a quest'epoca il nome di tale GiuliòBaldorio, arciprete di Paola, dove esistevano oltre all'Eremo del Santo, le chiese dell'Annunziata, di San Giacomo e di Sant'Agostino.

Verso la fine del XV° secolo, Alfonso II° d'Aragona (1.448 -1.459), re di Napoli e Sicilia, assegnò a Paola il titolo di Città, riconfermato, successivamente, dal figlio Ferdinando II° e, più tardi, da Filippo II° (1.527-1.598), re di Spagna, dei Paesi Bassi, di Milano e Sardegna, di Napoli e Sicilia. Poi, nella seconda metà del XVI° secolo, Paola subì una serie di scorrerie dei pirati. Seguirono le altre vicende storiche, di cui si ricorda il periodo risorgimentale, nel corso del quale il porto di Paola fu considerato una base strategica delle truppe e degli insorti e finalmente si arriva alla data del 1° maggio del 1.816, dopo il Congresso di Vienna. In quella data, Paola, con il nuovo ordinamento dell'amministrazione borbonica, venne designata capoluogo di Distretto competente per territorio sui circondari delle ridenti cittadine di Scalea, Verbicaro, Belvedere Marittimo, Cetraro, Fuscaldo, Fiumefreddo Bruzio, Amantea e Aiello Calabro, quasi a profetica predisposizione, con le dovute varianti, degli attuali confini della confederazione comunitaria montana. La quale, oltre ad assolvere l'unità socio-economica, è auspicabile che preservi il patrimonio culturale e folcloristico dell'omogenea zona istituendo, possibilmente, un centro consortile intellettuale, democratico e popolare, che raccolga tutti gli studiosi del comprensorio.

Altre notizie


Ricca di monumenti religiosi e civili, che per la maggior parte sono concentrati nella caratteristica zona del centro storico della città, il territorio di Paola comprende cinque parrocchie. Santissima Annunziata di Motta (Chiesa Madre); Santissima Annunziata in San Giacomo Maggiore Montevergine; Santissima Annunziata in Santa Caterina vergine e martire del Santissimo Rosario; San Cipriano vescovo (alla Marina); Santa Maria del Carmine di Sotterra (fuori città).

Annesso al Santuario di San Francesco c'è il Convento dei Minimi con Casa Madre e sede provinciale. Operano a Paola le Suore Domenicane di Pompei e le Suore Passioniste.
Tra le istituzioni culturali, ricreative e sportive, ricordiamo il Centro di cultura popolare UNLA; il Circolo ACLI; il Circolo del Cacciatore di Corso Roma e il Circolo del Cacciatore di Corso Colombo; il Circolo Cittadino e altri sodalizi e società sportive varie, nonché il Circolo della Stampa del Tirreno-Cosentino.
Paola, come è noto, è sede di Tribunale; Pretura; Ufficio di Imposte Dirette; Ufficio del Registro; Compagnia dei CC.; Commissariato di P.S.; Comando Polfer, Comando Polstrada; Comando Brigata Finanza; Distaccamento Vigili del Fuoco; Ispettorato delle Guardie Forestali; Delegazione di Spiaggia; Comando Vigili Urbani.

A Paola non mancano i vari enti per la salute pubblica ed è fornita di un attrezzatissimo Ospedale Civile Zonale. Operano quasi tutti gli indirizzi scolastici degli istituti di secondo grado. Paola, infine, è sede del Consiglio Scolastico Distrettuale che comprende, inoltre, i Comuni di Cetraro, Acquappesa, Guardia Piemontese, Fuscaldo, San Lucido e Falconara Albanese.

Festività


La festività più importante della città si svolge in onore del Patrono San Francesco di Paola che è ricordato dalla Chiesa Universale il 2 aprile. La ricorrenza religiosa, a carattere regionale, è festeggiata il 2, 3 e 4 maggio. La scelta delle due date non è casuale. La prima segna la commemorazione della morte del grande Taumaturgo che avvenne a Tours in una squallida cella il Venerdì Santo alle ore 10 circa del 2 aprile 1.507 all'età di 91 anni, dopo 24 anni di soggiorno trascorso in Francia; la festività di maggio ricorda, invece, la canonizzazione del glorioso Santo approvata il 1° maggio 1519 dal Papa Leone X° con la Bolla «Excelsius Dominus».

La fiera più importante si svolge il 6-7-8 settembre con mercanzie varie e oggetti di artigianato calabrese. Da segnalare, inoltre, le manifestazioni dell'Agosto del Tirreno-Cosentino (sport, turismo e folclore) e il Carnevale del Tirreno-Cosentino con la caratteristica sfilata dei carri allegorici e altro, organizzato dalla Pro-Loco.

Per quanto attiene ai dolciumi, ai piatti caratteristici e aí salumi, si fa riferimento a quanto è stato scritto negli altri capitoli, poiché, essendo Paola considerata la città più importante della zona, ne assomma le caratteristiche generali.
Da tenere presente, d'altronde, che a Paola, ogni venerdl, ha luogo il mercato cittadino e che, per quanto riguarda i prodotti agricoli (ortaggi, frutta, verdura e latticini), ogni giorno, con esclusione dei giorni festivi il mercato all'aperto è sempre funzionante nella mattinata.
Ricordiamo, infine che a Paola, dove affluiscono nel periodo estivo nelle pensioni, in case private e negli alberghi turisti e bagnanti i quali si riversano sulla sua ridentissima spiaggia, esistono quasi tutte le concessionarie automobilistiche e molti mobilifici.

Opere d'arte e architettura


Prima visita d'obbligo a Paola è il suggestivo Santuario di San Francesco, le cui strutture originali furono costruite dallo stesso Santo nel 1.479 e che ultimamente è stato arricchito di una Porta bronzea del peso di circa 15 quintali, sui cui pannelli sono stati istoriati dall'artista, lo scultore prof. Tommaso Gismondi, alcune tappe della vita del Santo, l'Anno Santo regionale 1.974 e quello Universale 1.975.

Alla Marina si può ammirare la Torre Costiera o Torre del Soffio già in funzione nel 1571. Costruita a pianta quadrata, a differenza delle torri costiere cavallare di forma cilindrica, ha l'aspetto e la forma di una fortezza e si trova nei pressi della Stazione ferroviaria. Nella parte alta di Paola, visibile dalla Superstrada, si possono visitare i ruderi del Castello Aragonese, una costruzione del tardo medioevo (XV° sec.) di proprietà prima dei Ruffo di Montalto, poi dei Marzano e per tre secoli, dal 1.496 al 1.806, degli Spinelli marchesi di Fuscaldo, di cui rimangono il bastione quadrilatero e la Torre cilindrica.
Il manierismo rinascimentale si può ammirare nel centro storico di Paola nella chiesa della Madonna di Montevergine, che rappresenta un insuperabile gioiello d'arte. L'edificio posto al centro della città, a cui si accede da una superba e fastosa scala a doppia rampa, fu costruito intorno al 1560 ad opera dell'architetto Niccolò Ricciulli. La facciata e il Portale sono di stile barocco come le decorazioni degli stucchi interni, mentre lo stile del tardo bizantinismo domina nell'icona dipinta ad olio su tavola dell'immagine della Madonna di Montevergine posta sull'Altare Maggiore. La monumentale fontana, posta al centro della piazzola del Popolo, costruita e scolpita in pietra da taglio ornata di una fastosa balaustra tufacea e obelisco zampillante, è opera del tardo Rinascimento come la porta feudale che chiude la piazzetta, sormontata dalla statua del Santo e sulla cui torre civica, di fronte, è incastonato un vecchio orologio.
Sempre nel perimetro del centro storico si possono contemplare, fra l'altro, le caratteristiche viuzze odorose di muschio, l'interminabile scalinata dell'Immacolata e quei gioielli di architettura sacra rappresentati dalla chiesa dell'Assunta del XV° secolo, con rimaneggiamenti del XVIII° secolo, e quella di San Giacomo, già Sant'Agostino, costruita nel 1.400 dai PP. Agostiniani con successivi rifacimenti baroccheschi. Inoltre, prima di lasciare il centro storico, altre chiese da visitare sono quella dell'Annunziata del 1.400; di Santa Caterina del XV° secolo con rifacimenti del XVIII° secolo; la cappella del Suffragio, del periodo barocco; la chiesa del SS. Rosario, fondata dai Gesuiti alla fine del XVII° secolo e l'oratorio di San Franceschiello, fondato nella casa natale di San Francesco.

Particolare menzione, perché rappresenta la più antica chiesa bizantina nel territorio calabrese, merita la chiesa di Santa Maria di Sotterra, posta a metà strada fra Paola e Marina di Fuscaldo, in località Gaudimare, scoperta nel 1871, la cui costruzione risale al IX° secolo. Il piccolo Santuario ipogeico appartiene al periodo bizantino. Gli affreschi dell'Abside risalgono al periodo Basiliano del IX° e XIV° secolo. In quel periodo, come detto in precedenza, a causa della invasione saracena nei territori dell'impero bizantino e poi in Sicilia, il movimento spirituale, capeggiato dai Basiliani, si rifugiò in Calabria dove i monaci fondarono numerose Laure eremitiche, delle quali fu crivellata la montagna di Rossano tanto che divenne un'Eparchia greca. Da qui si allontanò San Nilo con sessanta monaci, per portarsi dapprima nell'Eparchia del Mercurion presso Orsomarso e poi nei pressi di Roma per fondare il monastero di Grottaferrata. Altri affreschi della chiesetta risalgono al periodo posteriore al Mille, poiché sono in stile comatesco assieme ai due affreschi dell'iconostasi, uno dei quali è l'Angelo Annunziante, la cui figura è incorniciata da un pannello elaborato, come se fosse un tappeto con alle pareti i caratteristici arcosolei.

Paola, dal traffico automobilistico e ferroviario intenso, è per il Santuario meta di continuo pellegrinaggio. Per il dolce e mite clima primaverile, anche d'inverno, è il luogo preferito di soggiorno per i turisti periodici e fluttuanti. Si visita con piacere questa incantevole città e si rímane estasiati della sua bellezza naturale, della sua spiaggia con il lungomare, degli ondulati paesaggi sempre verdi e del profondo senso di misticismo che aleggia in ogni angolo della terra che diede i natali al grande Santo. Non si può passare da Paola senza recarsi al Santuario per salutare, anche se in fretta, San Francesco, venerato dal popolo e temuto dai miscredenti.

Caratteri attuali


Il centro urbano di Paola, collocato sugli ultimi scoscendimenti appenninici della costiera tirrenica, formato dall'antico nucleo storico di formazione medievale - una struttura solidale e arroccata su un costone di tufo in posizione dominante sul Tirreno - ha subito nel volgere dell'ultimo secolo, e in particolare nei decenni successivi al secondo dopoguerra, un forte grado di trasformazioni socio-demografiche e urbanistiche che ne caratterizzano il volto attuale.

Trasformazioni del resto comuni a molti centri emergenti del litorale tirrenico calabrese, interessati come Paola ad accellerati processi di espansione urbanistica e modificazione dell'assetto territoriale. Il momento di avvio dei processi di più rilevanti modificazioni storiche dell'aggregato urbano sociale, si registra a Paola con la formazione del centro sdoppiato della marina e con una prima fase di ridefinizione del reticolo urbano di più antica formazione che si realizzano negli anni che coincidono localmente con l'istallazione di grandi cantieri di lavoro per le opere pubbliche, come la realizzazione del tracciato e delle infrastrutture ferroviarie a servizio della tratta Battipaglia-Reggio Calabria, cui si deve la costituzione a Paola del polo ferroviario nell'area della marina e la costruzione della stazione, dislocatavi negli anni successivi all'Unità, nel 1875.

A partire dai decenni postunitari si è affermata una fase di intensa espansione urbana e demografica - non sempre sorretta da adeguati impulsi produttivi e di sviluppo - che tuttavia resistito agli effetti negativi dei due conflitti mondiali e agli scompensi determinati dai forti flussi migratori.
Caratteri distintivi dei processi espansione urbana e demografica venuti avanti nei decenni contemporanei sono la massiccia urbanizzazione della fascia marina in funzione abitativa e fini della ricettività turistica, cui fanno complemento la comparsa di nuove infrastrutture urbane, più intensamente sviluppate nelle aree intorno alle superfici ferroviarie, e la formazione dei nuovi quartieri residenziali che formano il centro moderno sorto negli ultimi 30-40 anni a latere del centro urbano antico o a propaggine dello stesso.
La moderna configurazione urbana che Paola è venuta assumendo, corrisponde anche alle modificazioni determinatesi all'interno della struttura economica e produttiva locale, fondata negli ultimi tempi sul potenziamento di una base già prevalentemente terziaria e commerciale e sul rafforzamento del suo ruolo di centro direzionale e di snodo per le attività locali e il traffico territoriale. La funzione di polo territoriale e di centro locale caratterizzato da una vivace dinamica sociale che Paola è venuta guadagnando, si conferma con la dotazione dei numerosi servizi che la città eroga all'interno di un vasto comprensorio.

Paola, il cui territorio comunale - quasi interamente montano - è di 4300 ha, è oggi un centro in espansione che conta 18 mila abitanti, a fronte dei 10.448 del 1911 e dei 14.447 del 1951, ed è il punto di incrocio e di diramazione di importanti correnti di traffico sia ferroviario che stradale sull'asse Nord-Sud, per la Calabria interna e per il versante jonico e adriatico della penisola.

La città è sede di numerose istituzioni di carattere intercomunale e comprensoriale, della Comunità Montana dell'Appennino Paolano, di uffici distrettuali e di Stato, dell'Istituto Alberghiero di Stato, di enti di assistenza pubblica; U.S.L. n. 10, INPS, e di amministrazione della giustizia; Tribunale, Pretura, Procura della Repubblica, dell'Ospedale Civile zonale e di numerosi istituti scolastici di secondo grado e scuole che ospitano la popolazione scolastica di un più ampio comprensorio. Paola è inoltre sede di un attivo mercato intercomunale e di sviluppate attività commerciali e professionali.
La città è anche nota per il Santuario di S. Francesco di Paola (Paola 1416-Tours, Francia, 1507) patrono della città, della Calabria e delle genti di mare. Il Santuario, in cui si venerano le reliquie del santo taumaturgo paolano, fondatore del Protoconvento di Paola e dell'Ordine dei Minimi detto appunto di S. Francesco di Paola, è meta frequentata di affollati pellegrinaggi di fedeli provenienti in particolare da tutte le regioni meridionali, mentre il culto del Santo di Paola è, tra l'altro, particolarmente vivo all'estero fra gli emigrati, nelle due americhe, e diffuso anche a Frejus in Francia ove molto sentita e praticata è ancora oggi una vivace e popolarissima tradizione devozionale incentrata sulla figura del taumaturgo paolano. Le celebrazioni in onore del santo e le manifestazioni devozionali si rinnovano ogni anno a Paola con festeggiamenti cittadini, di carattere sia religioso che civile, che si svolgono in una grandiosa cornice di folla. Le celebrazioni vi si potraggono con l'intervento di autorità religiose e civili dall'1 al 4 maggio.

Natura ed ambiente


Collocata a poco meno di 100 m.s.l., in posizione dominante e panoramica, distesa sulle ultime terrazze digradanti verso il limpido orizzonte del Tirreno, dinanzi alla cornice di aspri rilievi della luminosissima costiera di monti che si stagliano netti sulle spiagge del litorale, Paola gode di dotazioni paesaggistiche, di caratteri naturali e di scorci ambientali non ancora compromessi che assieme costituiscono una interessante offerta ecologica, una naturale attrattiva turistica e infine un invito alla sosta e alla permanenza.

Fortemente suggestivo è il singolare scenario ambientale formato dalla ripida costiera montana che sormonta la città.
Un'unico sguardo può raccogliere a giro di orizzonte una straordinaria varietà di ambienti, paesaggi e scorci naturali. In alto le cime, non di rado nebbiose, delle serre paolane, i boschi freschi e ombrosi delle grandi faggete, le abetaie e i castagni, le acque naturali del valico della Crocetta, la foresta di Luta, la cima di Cozzo Cervello a più di 1000 m. Chi abbassa lo sguardo dalle cime precipita poi fra mare e cielo per i ripidi pendii e i burroni della Palombara; un magnifico balcone naturale che si affaccia sulla costa perdendosi sull'orizzonte del Tirreno; da qui in assenza di foschia è possibile scorgere i contorni di Lipari e delle Eolie e i coni vulcanici delle isole di Stromboli e Vulcano.

Su per i ripidi contrafforti della Palombara si incontrano ancora antiche piante di ulivo fra i rovi di more e le siepi di origano, che mischiano i loro aromi con le odorose fragranze della ginestra e del mirto.
Fra le pietraie riarse dal sole da maggio a ottobre è possibile scorgere i segni di millenarie fatiche, l'antico paesaggio umano del giardino mediterraneo, caratterizzato da vocazioni colturali stentate ma tenaci, non ancora del tutto cancellate dall'abbandono, tra le quali si riconoscono ancora le varietà di agrumi e presenze, una volta di spicco come la vite - le antiche varietà greche, il vitigno magliocco, ricordate da Plinio - e il rustico e tenace ulivo.
Più in basso resta l'affollata fascia marina e l'abbacinante scenario del Tirreno, la lunga striscia delle sue luminosissime spiagge, i riverberi delle sue acque ancora azzurre e pescose, solcate sin dai tempi del mito dagli eroi omerici e poi nei secoli da tutti i popoli del Mediterraneo.

Questa straordinaria varietà climatica, naturale e paesaggistica è a disposizione del visitatore, e può essere goduta assieme ai beni di arte e di cultura, ai moderni servizi e all'ospitalità che la città offre al turista, servendosi del comodo tragitto che si sviluppa su una manciata di kilometri sulle panoramiche strade statali 18 e 107 o inerpicandosi per i tornanti della vecchia ma suggestiva statale 18 che conduce direttamente ai boschi di Luta e del valico della Crocetta, a quota 1000. Un tragitto che si compie in poco più di 15 minuti d'auto, tanti appunto separano il panorama marino e le spiagge assolate del litorale dalla verde fascia montana e dalle ombre frizzanti dei suoi boschi. In virtù di questa sua peculiarità ambientale il clima mediterraneo della lunga e assolata estate calabrese, a Paola risulta così gradevolmente mitigato dall'azione delle fresche brezze montane cariche di profumi e dal leggero soffio marino dei levantini serali.

Tipiche manifestazioni microclimatiche che rendono particolarmente favorevole la sosta turistica, rendendo più gradevole la piena fruizione delle dotazioni ambientali, delle testimonianze di storia, di arte e di cultura e l'insieme di servizi che costituiscono l'offerta turistica paolana.

Il centro urbano


Passiamo ora alla breve descrizione delle testimonianze storico artistiche presenti entro e nelle immediate adiacenze del centro urbano antico di Paola. Per iniziare un ideale percorso turistico che introduce nel centro antico, è utile partire dalla descrizione della monumentale porta urbica che segna l'ingresso a mare della città.

La porta di San Francesco sorge in continuità con gli spalti e la cortina delle mura cinqueseicentesche della città. La porta che è di grandi dimensioni è stata costruita utilizzando grossi blocchi di tufo, in cima all'arco si trova un grazioso baldacchino pure in tufo sorretto da quattro pilastrini sormontanti una statua marmorea del Santo di Paola. Ai piedi della statua di San Francesco è collocata una epigrafe dedicatoria.
A fianco di detta epigrafe un'altra lapide ricorda lo scampato pericolo del terremoto del 1638 che risparmiò Paola.

Oltrepassata la porta di S. Francesco, ci si trova nella piazza del Popolo, il cui sfondo è occupato dalla bella facciata della chiesa di Montevergine, costruita forse alla fine del '400 come altre chiese cittadine, ma ristrutturata nel '700 dall'architetto roglianese Niccolò Ricciulli, che l'arricchì di una scalinata con balaustra, di fastigi, cariatidi e decorazioni tardo barocche in tufo, opera di artisti locali. Sul fianco destro della piazza si trova un arco tardo rinascimentale che sorregge la vecchia torre dell'orologio il cui meccanismo originario fu realizzato nel '600 da artefici gesuiti. Accanto alla torre si trova ancora intatto un magnifico palazzo nobiliare con loggette e balconi con ringhiere di tipo catalano di epoca tardo barocca.

Notevole, al centro della piazza del Popolo, è la bellissima fontana di piazza «all'uso romano in bacile», ornata da protomi litici e quattro cannoncini per l'acqua, opera seicentesca realizzata da artisti locali in pietra arenaria, di cui si fa una bella descrizione nel racconto di viaggio dell'abate romano G.B. Pacichelli, del 1693.
La piazza nell'insieme forma un apparato architettonico e scenografico di notevole interesse culturale, esprimendo il grado di civiltà urbana e la maturità artistica e compositiva raggiunta dalla città e dalle due maestranze nel corso dell'evo moderno.

Proseguendo l'itinerario entro il centro storico di Paola passiamo ora a descrivere sommariamente le chiese, i monumenti e le testimonianze d'arte più significative in esso rappresentate.
Ancora su Piazza del Popolo, la bella chiesa di Montevergine, già parzialmente descritta, conserva al suo interno, che nel '700 ha subito rimaneggiamenti e trasformazioni tardo barocche, tracce delle strutture gotiche originarie simili, alle coeve chiese paolane; si osservano pilastri e capitelli con fastigi, volte crocierate e costoloni di tufo che riconducono al periodo di fondazione della chiesa, forse intorno alla seconda metà del '400. Sull'altare maggiore si trova una Madonna col Bambino di chiara derivazione iconica bizantina, collocata in una fastosa cornice barocca. Sulle navate tele cinquecentesche con S. Giacomo e S. Lorenzo.
Abbandonato nella navata di destra si trova un piccolo organo ad armadio con cartiglio datato 1 752.

A pochi passi dalla chiesa di Montevergine, in via 4 maggio si può osservare un tipico palazzetto nobiliare con loggiato tardo rinascimentale che ai piani inferiori conserva i caratteristici balconi con ringhiera in ferro battuto di foggia catalana. Nei pressi di salita 4 maggio si incontra la casa natale di San Francesco di Paola, trasformata nell'800 in oratorio col titolo di San Franceschiello. L'interno, una cappelletta ad unica navata, è stato restaurato e ristrutturato nel 1940 e decorato più tardi con pitture murali dell'artista ungherese Giovanni Haynal. Da alcune finestrelle con vetrino sono ancora visibili le strutture originarie della casa natale del santo, probabilmente risalente alla fine del '300. L'esterno della cappella presenta un bel portale neoclassico realizzato da artieri locali nel secolo scorso.

A sinistra di Piazza del Popolo si imbocca l'asse viario di corso Garibaldi, la cui realizzazione urbanistica può essere fatta risalire tra la fine del '600 e i primi del '700. Percorrendo si incontra l'imponente Collegio costruito dai Gesuiti, oggi sede del Municipio. A fianco del Collegio si trova la monumentale chiesa barocca del Santissimo Rosario.
Sul portone d'ingresso del Collegio si legge una lapide che ne ricorda la fondazione ad opera dei Gesuiti, avvenuta nel 1615 per un lascito di Donna Dianora Spinelli, esponente della signoria feudale che aveva il dominio di Paola.

Adiacente al collegio si trova come dicevamo la bella chiesa del Rosario in origine annessa alle fabbriche gesuitiche.
L'ingresso è decorato da una facciata di epoca barocca, portale e scalone in pietra vulcanica e arenaria. L'interno molto ampio e suggestivo, presenta una grande navata con abside e quattro cappelle. Di notevole interesse è l'altare maggiore in marmo intarsiato, opera di artefici napoletani del XVII° sec. Di ottima fattura artistica sono le tele pure seicentesche collocate sull'altare maggiore raffigurante la prima la Madonna del Rosario con S. Domenico e S. Caterina, mentre sui lati si trovano tele barocche che ritraggono santi della Compagnia di Gesù. Di pregevolissima fattura è anche il tondo che incornicia una tela della Madonna delle Grazie opera questa di scuola napoletana del XVI° secolo, da alcuni attribuita al pittore fiammingo Teodoro d'Errico, che fu attivo anche a Paola. Si segnalano inoltre le statue lignee e le figurazioni processuali di tradizione artistica locale, nonché arredi sacri di notevole valore artistico, suppellettili e un pulpito ligneo intarsiato di fattura locale opera del '700. Pure da segnalare è un magnifico organo a canne di fattura ottocentesca di recente restaurato.

A pochi passi dalla chiesa del Rosario si incontra l'antica fontana dei Sette Canali, costruita in pietra locale con secoli e fastigi di tufo e sette protomi litici dai quali sgorga l'acqua.
Sullo stesso asse troviamo ancora la chiesa di San Giacomo, la cui fondazione risale, probabilmente alla seconda metà del '400. La chiesa presenta all'esterno una facciata di tufo; sul portone rifatto in stile neoclassico si legge il nome dell'artefice e la data: «Carlo Palmiero da Paola artefice 1832».
L'interno è barocco a tre navate con otto altari sormontati da altrettante tele, alcune di buona fattura.

Risalendo la città vecchia in cima a Via Rocchetta troviamo le fabbriche del grande convento agostiniano e la chiesa di Sant'Agostino, attualmente in stato di abbandono. Particolarmente interessante il portale d'ingresso della chiesa in stile gotico che presenta colonnine tortili e capitelli, decorati con motivi fotomorfici e geometrici. Sul portale si legge un'iscrizione del 1493 che conserva il nome di un Antonius artefice paolano.
L'interno, gravemente danneggiato, presenta ancora tracce della originaria struttura gotica con volta a crociera e costoloni di tufo di epoca sveva che fanno ritenere la chiesa già esistente nel XIII° sec.
All'interno si conserva ancora una epigrafe marmorea che ricorda i cittadini e i nobili paolani caduti nella battaglia di Lepanto del 1570.

Proseguendo per via Duomo troviamo la chiesa Matrice dell'Annunziata; il Duomo di Paola. Vi si accede anche dai vicoli suggestivi della Forraina, per una rampa di tufo. La chiesa risale ai primi del secolo XV°, ma conserva sovrastrutture più antiche di tufo, pilastri e fregi venuti alla luce con il ripristino delle originarie strutture romanico-gotiche.
La chiesa è documentata quale sede arcipretale attraverso il versamento delle decime già dal XIII° sec. All'interno vi si trova un pregevole altare maggiore con balaustra in marmo policromo opera di artefici napoletani del '700; stessa fattura presenta l'altare del Santissimo Sacramento.
Importante il coro ligneo con scranni costruiti da Antonio Lattari da Fuscaldo nel 1786. Di notevole interesse storico il fonte battesimale in pietra, simile a quello già descritto conservato nella chiesa rurale di S. Michele Arcangelo. Si segnalano ancora i notevoli dipinti dell'Annunziata di Francesco Santa Fede, sull'altare maggiore (XVII° sec.); il grande dipinto della circoncisione del fiammingo Teodoro d'Errico e la tela dell'Ascensione di scuola del Solimena. Inoltre, in stato d'abbandono in una navata si trova un bel dipinto di santa attribuito al Pascaletti. Notevole la sacrestia con mobili lignei e arredi sacri e la cappella del Suffragio, sede della stessa confraternita, decorata con tele della Madonna del Suffragio, opera di scuola meridionale del XVIII° sec. Interessanti sono anche altre chiese di minore valore artistico. Sono, la chiesa dell'Immacolata Concezione del secolo XVII° (in via Duomo) annessa in origine ad un antico ospedale detto della Concezione; la chiesa dell'Addolorata (in Corso Colombo), fondata nel 1898 con le rimesse della prima emigrazione transoceanica; la chiesa della Madonna delle Grazie, graziosa chiesa rurale di incerta datazione; l'oratorio di San Leonardo alla marina; la chiesetta di Santa Margherita in Via cancello e la chiesa e monastero dei Cappuccini, fondata nel 1580, adibita nell'800 a cimitero; quest'ultima chiesa conserva pregevoli opere scultoree di scuola del Gaggini.

La città antica con i quartieri della Motta e Rupa è dominata dai resti dell'imponente Castello, che fonti locali vorrebbero fondato dai Normanni intorno al 1050. Delle fabbriche originarie, probabilmente edificate alla fine del 1200 in epoca angioina, resta una torre cilindrica su bastione quadrilatero e alcune tracce degli spalti e delle cortine con feritoie per le bocche da fuoco. Dello stato del Castello Spinelli fa una accurata descrizione nel 1693 l'abate G.B. Pacichelli. A quel tempo il Castello era stato arricchito di fabbriche e arredato alla stregua di palazzo baronale. L'abate nella sua descrizione lo ricorda ricco di arredi e suppellettili preziose, descrivendo inoltre l'esistenza di una «canatteria», ove si alimentavano 70 cani da caccia.

Da qualche tempo la soprintendenza ai monumenti sta procedendo a concreti interventi di consolidamento e di restauro strutturale delle fabbriche e della rocca. Si segnala infine in località Piano Torre una interessante costruzione militare risalente al XVI° sec. adibita a torre di avvistamento costiero detta «Torre del Soffio». La torre fu costruita a guardia degli approdi paolani e realizzata in forma di bastione quadrilatero su istruzione del governo Vicereale intorno al 1550; risulta ancora oggi in ottimo stato di conservazione essendo attualmente adibita a faro della Marina Militare.

Oltre le emergenze presenti nel patrimonio storico artistico e che invitiamo a visitare. Il nucleo urbano antico è formato dai compatti complessi abitativi e dai vicoli nati all'epoca della prima strutturazione urbana della città (XIV°-XV° sec.) e sorti intorno ai nuclei costitutivi del Castello e del Duomo; nuovi insediamenti si sono poi venuti ad affiancare al nucleo antico dei quartieri medievali, occupando aree via via più vicine alla marina. Processo questo ancora in fase di espansione che coincide oggi con le modificazioni urbanistiche che hanno portato alla costituzione della Marina, intorno alla Stazione Ferroviaria, e ai nuovi quartieri.

Hotel B&B Paola

Bed and Breakfast Hotels Farm Houses - Agriturismi Holiday Houses - Case Vacanze Guest Houses and Apartments - Affittacamere e Appartamenti Residence Hostels - Ostelli
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Sito Ufficiale: http://www.comune.paola.cs.it

1 StelleCosenza - B&B Colle degli Ulivi

Zona: Mare Area: Mare
Il bed and breakfast "colle degli ulivi" si trova nella città di Paola in provincia di Cosenza città che ha dato i natali a San Francesco di Paola patrono della Calabria e della gente di mare.
Il B&B è una villetta unifamiliare disposta su 2 piani che dispone di 4 camere da letto di cui 2 matrimoniali e 2 singole o doppie;i servizi sono 3 tutti con doccia e ben funzionali.
Inoltre ha una bellissima veranda affacciata sulla spiaggia dove è possibile fare la prima colazione e allo stesso tempo sentire l'odore del mare.

Per iniziare bene la giornata il b&b offre ricca colazione con prodotti tipici della terra.

In più per chi ama andare a cavallo è convenzionato con il maneggio "Far West" e con il lido "Havana Club" a pochissimi passi di distanza.

Il bed and breakfast Colle degli Ulivi è ideale quindi per chi vuole passare soggiorni tranquilli immersi nel verde e nel profumo degli ulivi.
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2 StelleCosenza - B&B A Casa Vecchia

Zona: Collina Area: Collina
A Fuscaldo (CS), tra il mare Tirreno e le montagne della Sila. Situato in un vecchio casolare dell800, in provincia di Cosenza (Calabria), Sud Italia.

A Fuscaldo (Cosenza), tra il mare Tirreno e le montagne della Sila. Il Ristorante Bed and Breakfast "A Casa Vecchia" si trova nella frazione di Scarcelli, in media collina, a 175 metri s.l.m., a 5 minuti dal mare, sulla costiera cosentina ed a 15 minuti dalle montagne.

La felice ubicazione rendono il ristorante b&b tra gli unici nel suo genere, per chi vuole trascorrere delle vacanze in tranquillità.

La struttura è un casolare del '800, già adibito a mulino, in seguito alla realizzazione della ex-SS18 esso fu adibito a fattoria rurale.

Rappresenta una delle poche testimonianze rimaste ancora intatte dell'architettura spontanea esistente nel territorio di Fuscaldo, costituisce un tipico fabbricato rurale della Calabria, adibito a deposito nonché a parziale trasformazione dei prodotto agricoli di pertinenza.

Particolarmen ...










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