Il comune di Cosenza conta circa 70000 abitanti ed è capoluogo della provincia di Cosenza nella regione Calabria; confina con i comuni di Aprigliano, Carolei, Casole Bruzio, Castrolibero, Dipignano, Mendicino, Paterno Calabro, Pedace, Piane Crati, Pietrafitta, Rende, Rovito, Trenta e Zumpano.
Strabone la dice capitale della confederazione brettia (IV a.C.); nel 331 a.C. fu conquistata da Alessandro il Molosso; sappiamo che, durante la seconda guerra punica, Cosentia fu presa da Imilcone, generale d'Annibale; nel 204 a.C. si arrese ai Romani. II console P. Popilio Lenate la inserì nel tracciato della via, che collegava Capua a Reggio (132 a.C.).
Colonia romana ai tempi dei Gracchi, Plinio e Varrone la celebrarono per la frutta e il vino. La monetazione di Cosentia (fine III a.C.) si distingue per la presenza sul dritto di teste di divinità, combinate con un rovescio dove è riportata I'abbreviazione dell'etnico. Della città restano scarsissime tracce: nelle mura del Castello si trovano, reimpiegati, alcuni blocchi squadrati di arenaria, pertinenti alla cinta brettia. In contrada Moio è stata indagata una necropoli (IV-III a.C.), composta da tombe a fossa: i corredi sono formati da ceramica a vernice nera, spiedi e sostegni in piombo, secondo l'uso italico. Il ritrovamento sporadico di alcuni bronzetti di Ercole testimonia l'esistenza di un luogo di culto brettio.
II museo raccoglie materiali provenienti dal territorio circostante, dalla preistoria all'età romana: un'ascia da Belvedere (tarda età del Bronzo), reperti e corredi dagli abitati e dalle ne cropoli di Torre Mordillo (IX-VIII a.C.) e Cozzo Michelicchio; reperti dell'età del Ferro da Francavilla Marittima e Amendolara; bronzi dalla necropoli di Cleto, località Pantano, fibule e spade (VIII a.C.); corredi arcaici dalla necropoli di S. Mauro di Corigliano e terrecotte architettoniche dipinte (VI a.C.); corredi dalla necropoli di contrada Moio (IV-III a.C.); oggetti romani dalla necropoli di Cannuzzo.