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Cariati - Cosenza
Comune con oltre 8000 abitanti, Cariati si trova in provincia di Cosenza in una bellissima zona della regione Calabria; i comuni adiacenti sono Crucoli in provincia di Crotone, Scala Coeli e Terravecchia in provincia di Cosenza.Aggirandosi per le tortuose viuzze del centro storico, il turista potrà respirare l'atmosfera dei secoli passati e visitare alcune significative emergenze monumentali: la Cattedrale, i seicenteschi palazzi del Seminario e dell'Episcopio, le sobrie chiesette della Trinità, di S. Antonio e dell'Annunziata, gli antichi palazzi gentilizi, il Corso XX Settembre. Fuori dalla cinta muraria, a 500 metri dal paese, sulla S.S. 108 ter 'Silana Cariati', nell'area del cimitero comunale, si trova il monumento artistico più celebre e più importante di Cariati: la Chiesa degli Osservanti (detta anche di Santa Filomena), del XV° secolo, in stile tardo-gotico. Fu fatta costruire dal nobile fiorentino Bonaccorso Caponsacco, a fianco del monastero dei frati Minori Osservanti verso il 1440. L'interno è a una sola navata e termina con un'abside quadrangolare; l'esterno è costituito da una sobria facciata con un bel portale ogivale in pietra. Interessante la cupola a costoloni, rivestita all'interno con mattonelle policrome di maiolica. I segni del passato illustre di Cariati si possono cogliere con una visita la suo ben conservato centro storico, ubicato a poco più di un chilometro dalla Marina ed accessibile da diversi punti. Chi vi giunge, in macchina o a piedi, da una delle diverse strade di accesso indicate dalla segnaletica turistica, rimane impressionato nel vedere che il paese è ancora interamente cinto da poderose mura inframezzate, di tanto in tanto, da massicci torrioni, alcuni a forma di cono tronco e altri poligonali. La sua ben conservata cinta muraria rappresenta l'emergenza monumentale più emblematica di Cariati. Si tratta di una poderosa opera di fortificazione realizzata, su preesistenze bizantine, verso la metà del XV° secolo al tempo della dominazione aragonese, quando la cittadina era feudo della potente famiglia dei Ruffo; ha un perimetro della lunghezza di un chilometro ed è inframmezzata da otto torrioni, che danno al paese l'aspetto di un tipico 'borgo Turrito' medievale. Le mura di Cariati costituiscono un raro esempio di apprestamento difensivo quattrocentesco discretamente conservato ed integro in tutta la sua estensione. Con i suoi bastioni di blocchi cordonati, i torrioni tronco-conici e poligonali, le cortine protezionali ampliate verso il mare, il centro fortificato di Cariati s'ispira al principio difensivo della 'muraglia bastionata', molto seguito dagli architetti militari aragonesi. Il primo nucleo dell'attuale centro storico di Cariati, cinto da mura quattrocentesche e situato su un'amena collina in vista del mare (alta 50 metri s.l.m.), sorse come luogo strategico fortificato in età bizantina, all'incirca fra il IX° e il X° secolo. Nel 1509 Cariati fu assediata e conquistata da Roberto il Guiscardo, che ne divenne il primo feudatario. Dopo essere stata contea in epoca normanna nel XVI° secolo divenne sede di un vasto Principato, sul quale si alternarono diverse potenti famiglie, dai Ruffo ai Riario, dai Sanseverino ai Coppola, dai Borgia agli Spinelli; questi ultimi portarono il titolo di 'Principi di Cariati' dal 1565 fino a tutto l'Ottocento. Nel 1437, all'epoca della signoria dei Ruffo, Cariati fu elevata da Papa Eugenio IV° a sede vescovile e tale rimase per oltre cinque secoli. Fra i suoi vescovi più importanti si ricordano: Francesco Gonzaga, (1633-1657) che promosse la costruzione dell'Episcopio e del Seminario, e Nicola Golia (1839-1873) che, nel 1857, fece ristrutturare ed ampliare la Cattedrale di origine quattrocentesca, trasformandola in un sontuoso tempio in stile neoclassico. La costruzione, in stile neoclassico, risale alla prima metà del XIX° secolo e fu eseguita da mestranze calabresi su progetto dell'architetto napoletano Dentice. A promuovere l'edificazione su una struttura più modesta e più antica di alcuni secoli, fu il vescovo Nicola Golia, nel 1857. L'esterno presenta una facciata porticata a forma di tempio prostilo. L'interno ha tre navate e un aspetto basilicale. La volta è affrescata con una raffigurazione dell'Arcangelo Michele, eseguita nel 1912 dal pittore napoletano L. Taglialatela. Sull'altare maggiore una tela ottocentesca del pittore calabrese R. Aloisio, raffigurante la vergine Assunta. Di rilevante valore artistico un coro ligneo eseguito da maestranze calabresi agli inizi del Settecento. Nelle cappelle laterali da notare le artistiche statue lignee di S. Pietro e di S. Cataldo, pregevoli lavori artigianali di botteghe napoletane del Settecento. Pregevole anche, all'esterno, la cupola, rivestita con mattonelle colorate di maiolica. Il centro storico con i suoi beni monumentali non costituisce l'unica attrattiva turistica di Cariati. Il paese di fa apprezzare anche per altri motivi di richiamo, come l'artigianato, la cucina, la caccia, le tradizioni popolari e religiose. La tessitura di coperte e tappeti al telaio e la lavorazione della creta rappresentano le attività artigianali tipiche di Cariati. La prima, anche se non più fiorente come una volta, sopravvive ancora; la seconda è quasi scomparsa. Le tessitrici cariatesi producono specialmente coperte, ma anche arazzi e tele dai colori luminosi e vivaci, corrispondenti al paesaggio locale. L'arte della lavorazione della creta, praticata dai 'vucalari' (fabbricanti di 'vucali', cioè boccali in terracotta destinati a contenere l'acqua da bere), un tempo numerosi nel paese, si è quasi completamente estinta. Un'altra attività artigianale tipica di Cariati e tuttora attiva, è rappresentata dalla piccola cantieristica per la costruzione di barche da pesca e da diporto, strettamente collegata alla tradizione marinara del paese ed ora, al porto turistico e peschereccio in costruzione. Tra i prodotti tipici alimentari meritano di essere segnalate, innanzitutto, le 'melanzane ripiene alla cariatese' (il ripieno è costituito da un composto di acciughe salate spezzettate, olive snocciolate, capperi, mollica di pane casereccio raffermo, olio e aglio tritato finemente) la cui ricetta è riportata anche in libri di cucina a carattere nazionale. Ci sono poi da ricordare la 'sardedda salata', una conserva di bianchetti e pepe rosso piccante a scaglie o in polvere, che si consuma spalmata su fette di pane o in pizze rustiche, e la 'pitta ccù r'i jiti', una pasta lievitata e schiacciata con le dita, conditi con sardellina e cotta al forno a fuoco sostenuto. Numerosi sono, infine, i piatti a base di pesce, preparati secondo le vecchie usanze, dalle famiglie dei pescatori, che sono a Cariati molto numerosi. La pesca è un'attività che vanta a Cariati un'antica tradizione e rappresenta una voce importante dell'economia locale. Numerose sono le famiglie di pescatori che, da più generazioni, sfidano i pericoli del mare, traendo da esso il loro sostentamento. Nel locale porticciolo, non ancora completato nella sua costruzione, attracca un gran numero di barche e di motopescherecci che costituiscono la flottiglia della marineria cariatese, rinomata in tutta la costiera ionica calabrese per la bravura dei suoi pescatori e per l'ottimo pesce che riesce a portare sui mercati ittici non solo locali ma anche regionali e nazionali. In questi ultimi anni Cariati è andata sempre più attrezzandosi come centro turistico-balneare di buon livello. Anche se mancano grossi complessi alberghieri, non si può dire che difetti la ricettività. Vi sono, infatti, oltre a qualche piccolo albergo, numerosi mini-appartamenti che si affittano ai turisti che vengono a villeggiare nella cittadina ionica; non mancano camping e villaggi turistici in grado di ospitare i vacanzieri che preferiscono questo tipo di sistemazione. Sono presenti, inoltre, ritrovi di vario genere per trascorrere le vacanze estive, dalle pizzerie alle discoteche, dai lidi alle gelaterie. Nei mesi estivi (luglio-agosto) l'Amministrazine comunale, in collaborazione con le locali associazioni ricreative e culturali, organizza l''Estate cariatese', che comprende serate musicali, concerti di musica leggera e folkloristica, mostre di pittura e di scultura, incontri culturali, sagre di prodotti tipici locali. Un cenno, infine, meritano tra le altre attrattive di Cariati, le feste religiose di S. Cataldo (10 maggio) e S. Leonardo (6 novembre), rispettivamente protettore e patrono del paese, in occasione delle quali è possibile assistere a manifestazioni popolari di antica tradizione. Tra le feste religiose che si svolgono nel periodo estivo, sono da segnalare quelle di S. Rocco (16 Agosto), S. Francesco, Madonnina (in Luglio) e della Madonna delle Grazie (8 Settembre). Un'ultima curiosità: Cariati è molto nota tra i cacciatori d'ogni parte d'ltalia per il passaggio delle tortore e di altre specie d'uccelli. Un detto popolare così recita: 'Non c'è uccelto nato che non passi per Cariati'. Hotel B&B Cariati
Sito Ufficiale: http://www.comune.cariati.cs.it |
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