Hotel B&B Chieti



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Nel variegato e suggestivo territorio della provincia di Chieti, segnato da monti maestosi, lambito da spiagge dorate e da falesie a picco su fondali di smeraldo, addolcito da fertili dorsali collinari e bagnato da fiumi e torrenti che scorrono in ampie e rigogliose valli, la natura stessa assume l’aspetto di un immenso e solenne santuario, in cui da millenni si scandiscono i ritmi e i riti della religiosità abruzzese e della pietà devozionale dei suoi abitanti. Nello scenario dei paesaggi di Chieti, intrisi di sacralità e spiritualità, si celebra da sempre la liturgia del lavoro di tante generazioni di uomini e donne che , attraverso la preghiera e le pratiche cultuali, hanno trovato dignità e riscatto dalla fatica del vivere quotidiano e dal contatto con una natura che dà tanto ma esige anche tantissimo. La plurimillenaria esperienza religiosa che connota il territorio provinciale ha, infatti, mantenuto nel tempo una sorprendente continuità di forme e di manifestazioni ed una fedeltà agli archetipi originari che, ancora oggi, rivissuti e rivisitati, continuano a disegnare espressioni cultuali e folcloriche, dense di vissuto storico e simbolico.Abbiamo cercato di far emergere, in termini sintetici e nei limiti imposti dalle finalità stesse del presente opuscolo, questo contatto diretto e tenace fra passato e presente che è alla base dell’identità abruzzese, rilevando di volta in volta le stratificazioni presenti in alcuni luoghi di culto, la continuità nelle pratiche devozionali, i passaggi tra ritualità pagana e cristiana, le persistenze architettoniche italico-romane, i segni della presenza e dell’occupazione straniera nel tessuto edilizio e nella veicolazione di culti e credenze.

Questa straordinaria vitalità della religiosità abruzzese e la capillarità degli edifici di culto cristiano che, sotto forma di maestose cattedrali, abbazie e chiese o di più umili cappelle ed edicole, punteggiano ogni angolo del territorio provinciale e si affiancano ai superbi resti di templi e di edifici pagani, hanno ritmato il tempo, favorito gli stili di vita e connotato l’intelaiatura architettonica di città e paesi, di borghi montani e di insediamenti rurali. In mistiche e solitarie cavità naturali, in eremi vertiginosi e solenni, fra mosaici di luce e di colore delle chiese più imponenti, nei giardini di pietra dei rosoni e dei portali romanici, fra l’oro e la levigatezza degli ornamenti barocchi, nell’atmosfera suggestiva delle umili chiesette rurali, all’ombra dei portici di conventi e chiostri, nell’eleganza della povertà come nello splendore dell’arte, i monumenti della fede e della devozione recano impresso il sigillo di una spiritualità spontanea, a volte ingenua, spesso tormentata e complessa, ma sempre profonda ed esclusiva, fedele a quella vocazione al sacro che è nelle pagine della storia e nei profili del paesaggio naturale.

Gli itinerari della fede e della speranza, spesso confusi, sovrapposti ed intersecati con altre direttrici viarie, con i tracciati tratturali, le rotte marittime e i più semplici sentieri della realtà quotidiana, rappresentano ancora, agli inizi del terzo millennio, una meta ineludibile per appagare le esigenze dello spirito e dare spessore e valore all’esistenza.

Storia di Chieti
Le origini di Chieti sono antichissime; secondo la leggenda fu Achille a fondare il centro. Nel 1000 la città divenne capitale dei marrucini, un popolo bellicoso che si affiancò ai Romani contro Pirro e Annibale e poi sfidarono Roma a fianco dei Sanniti. Nella piena fase dell’Impero, divenne municipium e si arricchì di numerosi monumenti. Da quel momento iniziò una fase di declino che si concluse con l’assedio di Pipino nell'anno 801.

Fu annessa al Ducato di Spoleto assunse un importante ruolo di baluardo di frontiera meridionale dell’Impero. Il massimo splendore venne raggiunto con Carlo I che la designò capitale dell’Abruzzo Citra, il territorio alla destra del fiume Pescara. Sebbene l’ascesa della città dell’Aquila limitò la sua fama, divenne nel XV sec metropoli dell’Abruzzo, con diritto di battere moneta propria.

Nel 600 e nel 700 si riaffermò come centro culturale per la presenza degli Scolopi e dei pastori arcadi della colonia di Tegea e per la presenza del marchese Romualdo de Sterlich.

Chieti ha circa 56000 abitanti e sorge su un colle alla destra del fiume Pescara a pochissimi chilometri dal mare Adriatico. Lo stemma civico riporta Achille a cavallo, che con una mano regge uno scudo (raffigurante 4 chiavi simbolo delle porte dell’antico abitato). Ospita importanti attività industriali come quelle metalmeccanica, vetraria, cartaria, alimentare e agricola (uva, cereali, tabacco) ed è abbastanza fiorente il turismo specialmente in hotel, B&B ed agriturismi.

Il 17 gennaio a Chieti si tiene la famosa Festa di S. Antonio, con rievocazione delle tentazioni che misero a dura prova il Santo nel deserto. La Via Crucis che si snoda per le strade del centro storico, con Miserere cantato da sole voci maschili e accompagnato da cento violini, è considerata la manifestazione del Venerdì Santo (aprile) più antica d'Italia.
Il giorno 11 maggio è la Festa di S. Giustino, patrono di Chieti, mentre il 26 luglio alla Festa di S. Anna ed avviene il caratteristico ballo della pupa.

Visitare Chieti
La principale piazza di Chieti è Piazza Vittorio Emanuele II. La struttura dell’odierna chiesa, dedicata al patrono cittadino S. Giustino, risale all’XI secolo. Praticamente ricostruita nel 300 e poi più volte ritoccata, la Cattedrale di S. Giustino è stata completata in forme medievali nel XX secolo.
Il suo trecentesco campanile (costruito da Bartolomeo di Giacomo) completato verso la fine del 400 da Antonio da Lodi, domina la piazza ed offre un maestoso panorama cittadino (Piazza Vittorio Emanuele II è infatti il punto più elevato della città). L’interno è a croce latina, con tre ampie navate coperte da volte.
Due scalinate immettono nella cripta a pianta irregolare, posta sotto il presbiterio, dove recenti restauri hanno riportato alla luce frammenti di affreschi del XII-XIII secolo. Dalla cripta si può accedere alla Cappella del Suffragio ricca di stucchi seicenteschi.
Nella piazza possiamo ammirare anche il Palazzo municipale in stile neoclassico ed il Palazzo di Giustizia in stile gotico. Dalla piazza, ed in particolare dal campanile, si gode di uno stupendo panorama sulla Maiella, il Gran Sasso e il mare.
Il centro di Chieti è 'diviso in due' dal Corso Marrucino dove è possibile visitare la chiesa barocca di S. Domenico, il Teatro Maruccino, affiancato da Palazzo Martinetti, e la Chiesa di S. Francesco della Scarpa.
Tra gli altri importanti monumenti degni di nota ricordiamo la Chiesa di S. Giovanni dei Cappuccini, Porta Pescara, (l'unica porta rimasta intatta tra quelle della vecchia cinta muraria), Torre dei Toppi (realizzata nel 400), il Palazzo del Seminario diocesano e la Torre del Palazzo Arcivescovile (XV secolo).

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Prodotti tipici di Chieti
L’alta qualità dei prodotti dell’artigianato e l’irresistibile richiamo di mostre, sagre, fiere e mercati invitano e sollecitano residenti e turisti a fermarsi per conoscere ed apprezzare angoli spesso insospettabili del rerritorio provinciale.

Vale senza dubbio una visita Guardiagrele con i suoi straordinari oggetti artistici in ferro battuto, superstiti capolavori di una schiera di artigiani pazienti ed abili che, con la stessa maestria sanno produrre peziosi oggetti in rame (Casoli, Lanciano, Vasto), rustici utensili in terracotta (Vasto, Lanciano), manufatti in legno esaltati da trafori di intagli ed intarsi (Pretoro), cesti e canestri in paglia dalle trame complesse ed inusuali in quasi tutti i centri mondani e collinari.

Per la gioia delle donne e la bellezza della casa trionfano tappeti e coperte (Taranta Peligna) che rubano alla natura disegni e colori, telerie e ricami (Castel Frentano, Fara San Martino, Bucchianico) tramati con l’accortezza ed il sapore del passato, tessuti 'tubici' a strati sovrapposti che accendono la creatività femminile ed, infine, merletti e tomboli per le 'doti' delle giovani spose ammiccanti dietro le vetrine colorate di città e paesi o su i banchi di mostre mercati.

Per gli amanti della provincia ogni centro grande o piccolo, merita una sosta per i suoi prodotti tipici e le sue leccornie, ma il regno dei ghiottoni è negli odori e nei sapori che incendiano sagre ed appuntamenti gastronomici. Profumano lo stomaco e riscaldano i cuori le paste (Fara San Martino, Fara Filorum Petri), le porchette (Ari), le ventricine (Guilmi, Carunchio), il pesce (Vasto, Fossacesia, Ortona ecc.), gli arrosticini (un pò ovunque), solleticando i palati più raffinati i tartufi bianchi (Carunchio) e neri (Casoli, Quadri).

Il pecorino (Palena), le lumache (Casoli), riportano al passato le marrocche (Casalincontrada), le fave (Pollutri), i fichi (Bucchianico), i carciofi (Cupello), il lessame (Atessa), accontentano giovani e meno giovani, cocomeri, birra, pizza e gelati (Frisa, Scerni, San Vito, Vasto, ecc). Gli amanti di Bacco, inoltre, hanno solo l’imbarazzo della scelta per innaffiare i cibi e dare corpo e sapore alla vita.

Accanto ai classici vini a denominazione controllata, Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano d’Abruzzo, altri vitigni pregiati (Chardonnay, Pinot, Sangiovese, Cabernet, Sauvignon) rendono frizzanti e ricercate le cantine sociali e le enoteche di Tollo, (Casalbordino, Pollutri, Ortona, Miglianico) che meritano più di una visita di intenditori e non. I più pazienti e curiosi, infine, possono soddisfare ogni esigenza, frequentando bancarelle e banconi che vivacizzano i mercati settimanali (Chieti, martedì; Lanciano e Vasto, sabato; Atessa, giovedì; Guardiagrele e Casalbordino, domenica), i mercatini e le mostre stagionali (antiquariato a Chieti, Lanciano, Vasto; artigianato a Guardiagrele); ma anche tutte quelle fiere allestite nell’ambito delle feste patronali in tutti i paesi del territorio provinciale, rispettando le cadenze, calendariali e religiose.



Comuni a Chieti:

Atessa Bomba Bucchianico Casalbordino
Casoli Castiglione messer marino Celenza sul trigno Chieti
Fara filiorum petri Fara san martino Filetto Fossacesia
Francavilla al mare Furci Guardiagrele Lanciano
Liscia Monteodorisio Orsogna Ortona
Palena Rapino Rocca san giovanni Roccamontepiano
San buono San salvo San vito chietino Tollo
Tufillo Vasto Villa santa maria




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