Le origini di Chieti sono antichissime; secondo la leggenda fu Achille a fondare il centro. Nel 1000 la città divenne capitale dei marrucini, un popolo bellicoso che si affiancò ai Romani contro Pirro e Annibale e poi sfidarono Roma a fianco dei Sanniti. Nella piena fase dell’Impero, divenne municipium e si arricchì di numerosi monumenti. Da quel momento iniziò una fase di declino che si concluse con l’assedio di Pipino nell'anno 801.
Fu annessa al Ducato di Spoleto assunse un importante ruolo di baluardo di frontiera meridionale dell’Impero. Il massimo splendore venne raggiunto con Carlo I che la designò capitale dell’Abruzzo Citra, il territorio alla destra del fiume Pescara. Sebbene l’ascesa della città dell’Aquila limitò la sua fama, divenne nel XV sec metropoli dell’Abruzzo, con diritto di battere moneta propria.
Nel 600 e nel 700 si riaffermò come centro culturale per la presenza degli Scolopi e dei pastori arcadi della colonia di Tegea e per la presenza del marchese Romualdo de Sterlich.
Chieti ha circa 56000 abitanti e sorge su un colle a destra del fiume Pescara a pochi chilometri dal mare Adriatico. Lo stemma civico riporta Achille a cavallo, che con la mano sinistra regge uno scudo, su cui appaiono le quattro chiavi simbolo delle porte dell’antico abitato. Ospita importanti attività industriali come quelle metalmeccanica, vetraria, cartaria, alimentare e agricola (uva, cereali, tabacco) ed è abbastanza fiorente il turismo.
A Chieti il 17 gennaio si tiene la Festa di S. Antonio, con drammatizzazione delle tentazioni che misero a dura prova il Santo nel deserto. La Via Crucis che si snoda per le strade del centro storico, con Miserere cantato da sole voci maschili e accompagnato da cento violini, è considerata la manifestazione del Venerdì Santo (aprile) più antica d'Italia. La processione parte dalla Cattedrale di San Giustino e si svolge immutata nei suoi costumi penitenziali di origine controriformista e nei suoi trofei di pregio artistico. Il giorno 11 maggio è la Festa di S. Giustino, patrono di Chieti, mentre il 26 luglio alla Festa di S. Anna ed avviene il caratteristico ballo della pupa.
La principale piazza di Chieti è Piazza Vittorio Emanuele II. La struttura dell’odierna chiesa, dedicata al patrono cittadino S. Giustino, risale all’XI secolo. Praticamente ricostruita nel 300 e poi più volte ritoccata, la Cattedrale di S. Giustino è stata completata in forme medievali nel XX secolo.
Il suo trecentesco campanile, opera di Bartolomeo di Giacomo completata a fine 400 da Antonio da Lodi (cella campanaria), domina il panorama cittadino (Piazza Vittorio Emanuele II è il punto più elevato della città). L’interno è a croce latina, con tre ampie navate coperte da volte.
Due scalinate immettono nella cripta a pianta irregolare, posta sotto il presbiterio, dove recenti restauri hanno riportato alla luce frammenti di affreschi del XII-XIII secolo. Dalla cripta si può accedere alla Cappella del Suffragio ricca di stucchi seicenteschi.
Sulla piazza prospettano anche il neoclassico Palazzo municipale e il Palazzo di Giustizia, in stile pseudo gotico. Dalla piazza si gode di un ampio panorama sulla Maiella, il Gran Sasso e il mare.
Il centro di Chieti è tagliato da Corso Marrucino, strada dedicata al passeggio in parte porticata. Lungo il corso s’incontrano la chiesa barocca di S. Domenico, il Teatro Maruccino, affiancato da Palazzo Martinetti, e la Chiesa di S. Francesco della Scarpa, che conserva il rosone della primitiva costruzione duecentesca.
Altri monumenti cittadini sono la Chiesa di S. Giovanni dei Cappuccini, con tele della scuola di Paolo Veronese, Porta Pescara, unica sopravvissuta tra le porte della cinta muraria, Torre dei Toppi, sull’omonima via, di origine quattrocentesca ma pesantemente manomessa, il Palazzo del Seminario diocesano, con bella loggia cinquecentesca, infine la Torre del Palazzo Arcivescovile (XV secolo), ornata alla sommità da coppelle in maiolica.
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