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Tiriolo - Catanzaro
Il comune di Tiriolo nella provincia di Catanzaro (regione Calabria) ha circa 4000 abitanti e si trova nella Sila piccola a nord dell'Istmo di Catanzaro; i comuni confinanti sono: Catanzaro, Gimigliano, Marcellinara, Miglierina, San Pietro Apostolo e Settingiano.La gente di montagna (costituita prevalentemente da contadini e pastori, almeno nel passato) ha sempre creato oggetti lignei atti a soddisfare le esigenze quotidiane. A Tiriolo, da sempre, si sono costruiti attrezzi per la lavorazione dei formaggi (ciotole, cucchiai, mestoli) oltre che decoratissimi collari per gli animali, figurine apotropaiche, bastoni, fusi, pipe, canocchie ecc.. Questa attività folklorica dai molteplici aspetti, tocca spesso i piú alti vertici dell'artigianato pastorale, che ripercorre nelle sue forme le piú antiche attività creatrici dell'uomo. Il monte Tiriolo (Parco Comunale)Ad Est dell'abitato di Tiriolo sorge l'omonimo monte, alto 838 mt., che si erge maestoso quale ultimo baluardo appenninico sull'lstmo di Catanzaro. Per la sua posizione fu scelto come avamposto difensivo dai popoli che via via nel corso dei secoli si insediarono nella zona; ne sono testimonianza la vestigia di muri che circondano ancora la vetta. Di natura calcarea e dolomitica, è l'ultimo testimone (Klippen) di una falda appenninica. È ricco di grotte di natura carsica. La misteriosa profondità delle caverne e l'impervia natura della montagna hanno spinto la fantasia popolare ad immaginare la presenza nelle grotte di personaggi quali il Re Nilio (Renniliu), anticore, che essendo stato condannato da una maledizione a sciogliersi come cera, si era rifugiato in una grotta del monte per non esporsi alla luce del sole. Grazie ad una massiccia opera di rimboschimento il monte Tiriolo si presenta oggi ricoperto da una fitta vegetazione caratterizzata dalla presenza di conifere e dalla flora spontanea tipica della fascia appenninica meridionale. La fauna è costituita prevalentemente da volpi, moscardini, faine, e soprattutto da uccelli rapaci che trovano nel la conformazione rocciosa del monte il loro habitat naturale. Anche per questo motivo è stato dichiarato Parco Comunale e zona protetta, nell'intento di valorizzarlo, salvaguardando nel contempo le testimonianze del passato che esso racchiude. Le tradizioni gastronomicheLa gastronomia locale evidenzia e richiama (come del resto quella regionale) le abitudini alimentari della civiltà contadina. È opportuno ricordare che fino a pochi anni or sono gli alimenti base di ogni pietanza erano costituiti da ortaggi, cereali e olio di oliva. La carne, invece, si poteva mangiare poche volte all'anno, in occasione di festività particolari. Proprio per questo motivo l'uccisione del maiale assumeva, mantenendolo in parte, la coloritura di un rito sacrificale, propiziatorio di abbondanza. Da esso si ricavavano e si ricavano ancora, oltre agli insaccati, altri piatti tipici: i fresulimiti: amalgama denso ottenuto dalla bollitura del grasso, della pelle e dalle ossa del maiale; u suzzu: gelatina di maiale cotta in aceto; e frittule: pelle di maiale bollita, ottime con le fave; u sanguinazzu: sangue di maiale con vino cotto, uva passa, noci e zucchero, aromatizzati nella cottura con buccia di arancia e mandarino. Anche per i dolci (considerati piatti non essenziali) il riferimento alle tradizioni si fà piú marcato, essi venivano preparati in occasione delle feste religiose piú significative. Ancora oggi la loro preparazione assume gesti rituali ed antichi, che si rifanno alla civiltà magno-greca. Per Natale tra i dolci piú diffusi troviamo: i graviuoli: bocconcini ottenuti dalla frittura di un impasto di farina con vino, poi ricoperti di miele; a pignolata: sferette ottenute dall'impasto di uova e farina, fritte e poi unite nel miele; e zippule: nocetti di farina di castagna fritti; e pittedde: fichi secchi farciti con noci, uniti a forma di croce; i cuddurieddi: ciambelle dalla forma irregolare, a base di farina e patate, fritti in olio di oliva. Dolci tipici della domenica delle Palme sono e cudduredde ccu l'annaspru piccole ciambelle fatte con uova e farina, ricoperte da una crema a base di zucchero ed albume d'uovo battuto a neve. Tra i dolci pasquali si segnalano i seguenti: i fraguni: impasto di farina a forma di canestro colmato da un ripieno di pezzi di salsiccia, uova e ricotta; e cuzzupe: a base di farina, uova e latte. Questi dolci hanno diverse forme, possono essere a treccia o a ciambella, spesso alla cima della treccia vengono messe uova intere che vengono infornate assieme alla pasta. Le forme appaiono spesso decorate con fregi. Secondo la tradizione, oggi scomparsa, il numero delle uova (simbolo di fecondità) e la forma dei fregi costituivano un linguaggio segreto fra innamorati. Hotel B&B Tiriolo
Sito Ufficiale: http://www.comune.tiriolo.cz.it |
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