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Borgia - Catanzaro

Borgia - Catanzaro Comune che conta circa 7500 abitanti, Borgia si trova in provincia di Catanzaro, nella regione Calabria, e confina con i comuni di Catanzaro, Girifalco, San Floro, Squillace e Caraffa di Catanzaro.

ll documento che costituisce l'atto di fondazione della cittadina di Borgia il cui sito attuale fa seguito a quello del 1547 distrutto dal terremoto del 1783 è trascritto interamente, per la prima volta, dal repertorio del notaio Massimiliano Colubraro, di Borgia nella forma originale depositata il 22-12-1602 dagli amministratori di quell'anno (Giovan Giacomo Ussia, sindaco; Bernardino Raneri, mastrogiurato; Marco Antonio Cacia e Gerolamo de Orlando, eletti) e da un gruppo di cittadini durante una pubblica assemblea tenuta appositamente nella piazza della cittadina secondo quanto risulta dal resoconto del notaio predetto.

Il 28 marzo del 1783 il terremoto distrusse la cittadina che aveva appena due secoli, uccidendo il 12,5% della popolazione, rase al suolo tutte le case meno una. La ricostruzione della cittadina un chilometro più ad ovest del vecchio sito, dovette procedere con una certa celerità se a trent'anni di distanza la popolazione era passata dalle 2.636 unità antecedenti al terremoto a 3.330 unità, con un aumento netto di oltre il 12%.

La pianta della nuova terra di Borgia nel sito detto Le Crocelle, un chilometro più ad ovest del vecchio sito, viene disegnata dal Ferraresi con un corpo principale in forma trapeziodale, lungo 450 metri e largo da 150 a 260 metri.

Prima di entrare nella cittadina la strada Regia, formata in occasione del passaggio di S.M. Carlo VI Re di Spagna, si immette in una gran piazza per la fiera di forma ellittica: dal lato inferiore questa piazza dà sulla passeggiata pubblica, da quello superiore sul terreno da destinarsi per uso di ortalizzi.

La via Regia mantiene la caratteristica di asse principale nell'attraversamento della cittadina, data dalla sua larghezza superiore a quella delle altre strade. Con un leggero angolo attraversa prima una delle tre piazze sedi di altrettanti chiese parrocchiali, si mantiene poi adiacente alla scala a cordoni da formarsi per sostegno del terreno, per discendere nella valle dei trappeti, ed infine esce dalla porta della cittadina, verso Girifalco.

La piazza principale con la Chiesa Madre è separata dalla via Regia da due coppie di isolati ed è più vicina alla piazzetta occupata dalla terza chiesa parrocchiale.
Circonda tutta quanta la cittadina e perfino la piazza per la fiera un recinto che divide lo spazio pubblico dalle case e i giardini privati. Solo sul lato sinistro i recinti sono interrotti da tre strade di penetrazione verso i terreni coltivati a ortalizi e seminativo arborato.

In maniera brillante sono state inserite nel tracciato le abitazioni preesistenti, indicate, sul progetto di ricostruzione, con tinte più scure, e solo nella parte superiore si può notare qualche incertezza nel disegno degli isolati e conseguente frammentazione della maglia urbana: in totale si riescono a contare 27 abitazioni preesistenti, e questo se pone dagli effettivi problemi di lottizzazione, dovette nei fatti risolversi in un incentivo a costruire.

Il Ferraresi non sfugge comunque alla suggestione degli assi ortogonali: longitudinalmente la via Regia; trasversalmente il breve collegamento tra quest'ultima e la piazza centrale, che però non si esaurisce nella piazza ma prosegue con la stessa sezione maggiorata per un altro breve tratto fino a terminare bruscamente contro il lato di un isolato esterno.

Nei 54 isolati in progetto, esclusi i ricinti, sembra che l'architetto si sia voluto sbizzarrire a esaurire tutta la possibile casistica, ed infatti se ne trovano quadrati, rettangolari, trapezoidali, di forma e dimensioni variate, con o senza cortile interno fino a quei tre singolari edificche circondano la piazzetta inferiore sinistra non riconducibili a una disaggregazione seriale ma dotati di una dignitosa e nello stesso tempo vivace armonia compositiva, nel pieno rispetto dei canoni urbanistici illuministici.

L'interesse principale della pianta non sta comunque al suo interno ma al modo con cui cerca di legare a un flusso di relazioni gli elementi territoriali che la circondano: si pensi ai muri di consolidamento, che ospitano le scale (simili a quelle disegnate a Palmi dal De Cosiron), che portano ai frantoi i quali a loro volta sono stati ricostruiti per sfruttare una sorgente d'acqua; oppure al vasto spazio per la fiera con le sue botteghe, separato ma organicamente legato al nucleo urbano.
Ed inoltre sono da notare i recinti, assimilabili probabilmente a case a schiera monocellulare.

L'impostazione originaria data alla nuova Borgia si è trasmessa fino ad oggi, né d'altro canto la conformazione fisica del terreno lascia grandi scelte: sparite le tre piazzette e ridimensionata quella centrale, suddivisi in vari corpi i lotti palesamente fuori scala rispetto all'impianto urbano, completamente intasato di costruzioni a maglia regolare lo spazio destinato alla fiera e alla pubblica passeggiata, inalterata rimane invece la maglia viaria, ancora incerniata sul grande asse della via Regia, e la disposizione generale degli isolati.

Beni storico-architettonici


Sulla via Regia (l'attuale corso Mazzini) da considerare il palazzo municipale, opera architettonica costruita fine 1800 inizi '900. Di estremo interesse inoltre, per la tecnologia agricola, può essere il recupero dei 'trappeti' e dei 'mulini', questi ultimi nella vallata della Fiumarella, sulla Statale 384 Curinga-Roccelletta.
Dei mulini restano gli scheletri muti, gli arditi acquedotti, avvolti dal muschio e dalle ortiche, che giorno per giorno, con lo scorrere delle stagioni, si sbriciolano.
Le pietre da macina sparse nei pressi, le travi di legno sepolte tra rovi e pareti crollate, le tramoggie sfaciate, i meccanismi di legno, prezioso intarsio di maestri dell'artigianato agricolo, sono quanto oggi resta del saccheggio operato dagli uomini e dal tempo.
Si è miracolosamente salvato il frantoio elettrico della Villa Mazza, il cui macchinario è stato acquistato dall'Assessorato alla Cultura della Regione Calabria per la Sovrintendenza Archeologica.
Si tratta di un notevole complesso industriale.

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Sito Ufficiale: http://www.comune.borgia.cz.it





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