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Hotel B&B Minervino Murge - Bari
Con circa 10.000 abitanti Minervino Murge si trova nella provincia di Barletta-Andria-Trani (ex provincia di Bari) in Puglia e la maggior parte del suo territorio č incluso nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia; i comuni confinanti sono Andria, Canosa di Puglia e Spinazzola nella stessa provincia, Lavello e Montemilone in provincia di Potenza.Incominciamo la nostra visita da Piazza Bovio, centro della vita moderna della cittadina, percorrendo corso de Gasperi, sino alla triangolare piazza De Deo (dedicata al giovane Emanuele De Deo, protomartire del Risorgimento, morto a Napoli il 1794) dove sino agli inizi del 1800 era collocato il 'Segg', sede della 'universitas civium', ossia dell’amministrazione della città. Prendendo, sulla destra, via Santa Caterina, si entra nel centro storico vero e proprio, detto 'Scesciola' dove si ha immediatamente la sensazione di aver compiuto un salto all’indietro nel tempo. Viuzze dall’andamento irregolare, povere case imbiancate a calce, aggrappate alle pendici della collina, e strette le une alle altre, un continuo susseguirsi di archetti in tufo. Qua e là tra le strette vie lo sguardo si allarga ad abbracciare lo scenario delle Murge, con il loro paesaggio affascinante nella sua disadorna semplicità. La chiesa di S.M. di Costantinopoli, semplice da intonarsi perfettamente al carattere di questo quartiere, ad una sola navata, conserva un altare in breccia corallina ed un affresco della Vergine. Tornando a Piazza De Deo, una breve scalinata ci conduce alla chiesa del Conservatorio (1621), dai luminosi stucchi, che con l’annesso Monastero, era sede delle suore di clausura Visitandine. Sull’altare maggiore, tela di scuola molfettese, del XVIII secolo, raffigurante la Visitazione della Vergine. Sul pavimento del presbiterio, raffinate maioliche settecentesche. In una nicchia, copia del dipinto della Madonna del Sabato (1879). Da Piazza De Deo si snoda la tortuosa via Dante: sulla sinistra si erge una torre campanaria, comunemente detta 'L’orologio vecchio', edificata dai Del Balzo.Dopo alcune svolte, lo scenario si apre all’improvviso sulla facciata della Cattedrale, vasta pur nella strettezza dello spazio per un miracolo di architettura.Dedicata alla Vergine Assunta, fu sede dei Vescovi minervinesi dall’XI secolo sino al 1819 (anno in cui la diocesi fu soppressa). Edificata sull’area di una precedente costruzione di età normanna, venne consacrata nel 1608. La facciata, costruita in pietra calcarea bianca, presenta un rosone romanico, e tre portali rinascimentali. L’interno, a tre navate divise da colonne, è coperto da tetto a capriate lignee. Nella sacrestia, armadi in noce e serie di ritratti di Prelati dei secoli XVIII-XIX secolo. Sull’altare maggiore (XIX secolo), è conservato il Santissimo Crocifisso, pregevole opera lignea del XVII secolo. Dietro l’altare, coro ligneo con al centro la cattedra vescovile, con stemma dell’ultimo vescovo minervinese, Pietro Mancini.Uscendo dalla cattedrale, si incontra sulla destra il campanile, opera rinascimentale ricostruita neI 1924 a seguito di un crollo. Di fronte al campanile, lo sguardo spazia sulla piana sottostante sino a raggiungere la vetta del monte Vulture. Via Dante continua ad inerpicarsi tra gli edifici annessi alla Cattedrale sulla destra e l’antico Monastero delle Clarisse (oggi Liceo scientifico) sulla sinistra, sino a raggiungere Piazza Trento e Trieste, in cui si possono ammirare, a destra il Palazzo Caputi dal bel portale, sulla sinistra la chiesa del Purgatorio, mentre sul fondo sorge l’antico Castello dei feudatari minervinesi. La chiesa del Purgatorio, cappella di famiglia dei feudatari del luogo, fu costruita nel XV secolo da Ramondello Orsini Principe di Minervino. Al suo interno, a croce greca, si ammira il bellissimo baldacchino barocco in legno dorato, voluto dal Principe Marzio Pignatelli nel 1600, ed il pregevole pavimento maiolicato del presbiterio. Sulla destra, tomba del duca Orazio Tuttavilla Calabritto (1705). Il Castello, ora sede comunale, ha la sua struttura originaria nelle costruzioni esposte a nord, a picco sulla valle sottostante. La sua costruzione ebbe inizio nel XI sec. Il Castello conobbe nella prima metà del Seicento una serie di profonde modifiche ad opera dei Principi Pignatelli, che lo trasformarono in lussuosa dimora, aggiungendo tutto il corpo anteriore e la facciata. Torniamo a Piazza Bovio, dove ci soffermeremo a visitare la chiesa dell’Immacolata Concezione, consacrata il 1794, ricca di pregevoli opere quali Otto tele raffiguranti episodi della vita della Vergine, copie di opere di Luca Giordano. Sull’altare, statua lignea dell’Immacolata, scolpita nel 1745 da Giovanni Antonio Colucci. Una deviazione sino a Via Imbriani permetterà di visitare invece la chiesa dell’Incoronata, costruita nella seconda metà del XIX secolo, dal maestoso protiro di ingresso e dagli splendidi altari qui portati da Napoli. L’asse della via de Gasperi prosegue oltre la Piazza Bovio, verso sud, con il Corso Matteotti, via principe della vita moderna. Tra le abitazioni moderne si erge la torre quattrocentesca, costruita da Pirro del Balzo, Duca di Andria, quale osservatorio. Il termine di Corso Matteotti è segnato dalla mole di San Michele, chiesa costruita nel secolo scorso con una forma ottagonale che ricorda Castel del Monte. Lo spazio dinanzi alla chiesa si apre, verso occidente, ad un panorama mozzafiato, offrendo sullo sfondo la vista dell’appenino lucano con il Vulture, sul quale il sole regala spettacolari tramonti. Continuando a salire, la strada costeggia la Villa Comunale, polmone verde dell’abitato e rifugio per quanti qui vengono d’estate a cogliere la frescura e refrigerio. Tra un albero e l’altro, nuovamente la vista si apre sino a distanze quasi inverosimili. All’interno della Villa, è il Faro, monumento votivo di epoca fascista, alto 32 metri, la cui luce di notte è di guida a quanti tornano al loro paese. La strada abbandona quindi il centro abitato per andare ad immergersi nella maestosa foresta demaniale di Acquatetta, o negli scenari unici dell’Alta Murgia, sino a Castel del Monte, dimora prediletta di Federico Il. Dintorni di MinervinoA circa un chilometro da Minervino, lungo la strada provinciale per Lavello, si erge la Grotta-Santuari di M.SS. del Sabato. L’affresco su tufo risale al XV secolo e rappresenta la Vergine col Bambino tra una coppia di angeli. Presumibilmente opera di pastori in transumanza, fu rinvenuto dal Principe Marzio Pignatelli, feudatario della città nella prima metà del Seicento, in un sabato, 15 giorni dopo Pasqua. Da qui il nome della Vergine, alla quale Io stesso Pignatelli dedicò il Santuario, costituito da due chiese sovrapposte, l’inferiore, che racchiude la grotta, e la superiore, ad unica aula, completata nel 1799. Dall’esterno del Santuario si può godere un suggestivo panorama di Minervino. Opera di pastori sono, con grande probabilità, anche le cosiddette Lame , visibili proseguendo lungo la strada per Lavello. La strada per Lavello conduce all’invaso artificiale del Locone, ottenuto sbarrando il corso del torrente Locone, con una diga in terra battuta, lunga circa un chilometro e mezzo (è la seconda diga in terra battuta d’Europa per grandezza) costruita negli anni ‘80. vicino al paese, nella valle dei Matitani, si può visitare la Grotta di San Michele, una cavità carsica di notevole interesse storico, artistico e speleologico. Secondo la tradizione già luogo di culto pagano, citata per la prima volta nell’anno 1.000 in una pergamena dell’Abbazia di Montecassino, si estende per circa 70 metri in lunghezza. La struttura mostra interessanti abbozzi di depositi calcarei con formazioni stalattitiche e stallagmitiche; sull’altare in breccia corallina, posto ai piedi di una suggestiva scalinata costruita con blocchi calcarei appena sbozzati, si erge la statua di San Michele, a protezione dai demoni che la tradizione popolare voleva abitassero nelle cavità della terra, che erano considerate accesso agli inferi. Il percorso extra-urbano si conclude alla Madonna della Croce, posta a breve distanza dalla Grotta di San Michele. L’antica chiesetta rupestre venne consacrata nel 1628 dall’allora vescovo di Minervino Altobello Carissimi: essa appare costellata lungo i muri in alto da affreschi di fattura popolare rappresentanti immagini di Santi. Sull’altare, si trova un dipinto della Vergine col Bambino. Sito Ufficiale: http://www.comune.minervinomurge.ba.it Hotel B&B Minervino Murge
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