Italy Hotels Reservation

Hotel B&B Gravina di Puglia - Bari

Gravina di Puglia - Bari Il nome Gravina nasce dalla presenza in questo territorio delle spaccature della terra che creano ambienti simili a quelli più noti del Canyon; Gravina di Puglia si trova in provincia di Bari, nella regione Puglia e nel suo territorio ha sede il Parco Nazionale dell'Alta Murgia; geograficamente confina con i comuni di Altamura, Poggiorsini, Ruvo di Puglia in provincia di Bari, Spinazzola in provincia di Barletta-Trani-Andria, Genzano di Lucania in provincia di Potenza, Grottole, Irsina e Matera nell'omonima provincia.

Il comune di Gravina in Puglia in provincia di Bari delimita a sudovest il confine tra Puglia e Basilicata e ospita la sede del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Parte di Gravina in Puglia si trova delimitata dai caratteristici crepacci del tutto analoghi a quelli più famosi del Canyon, in alcuni punti alti fino a 100 metri; questo spettacolare paesaggio è frutto del fiume (il fiume Gravina) che nel corso degli anni ha scavato nella roccia calcarea questi profondi crepacci.

Le principali attrazioni turistiche di Gravina in Puglia sono le seguenti:

Basilica Cattedrale di Gravina di Puglia. Mirabile sintesi dei movimenti artistici operanti nel Napoletano tra l’XI e il XVIII secolo, fu voluta dai Normanni nel 1092 per dotare l’antica diocesi di una magnifica Basilica. Crollata nel XV sec. a causa di un areomoto, gli Orsini, signori di Gravina, ne affidarono l’incarico della ricostruzione ad un valente architetto che, profondo conoscitore del mondo classico, progettò un monumento in cui armonicamente convivono il Romantico e il Rinascimentale. Così all’arco di trionfo del presbiterio, alle basi del colonnato, al rosone della facciata sud, si aggiunsero i magnifici capitelli di scuola toscana, i falsi matronei. Con la discesa di Carlo VIII (1495) fu distrutta la fabbriceria della Cattedrale e, per completarne l’opera, fu chiamato da Napoli un maestro di scuola Neo-Romantica che eseguì i capitelli frontali dell’arco di trionfo, e il magnifico rosone della facciata est.
Esterno. Sulla facciata a mezzogiorno la torre campanaria, che si vuole sorga sui resti dell’antica torre del castello normanno. Alla sinistra una iscrizione a caratteri onciali e, più in basso, alcuni segni scaramantici (una cesoia e delle forbici). L’ingresso è sormontato dalle statue di S. Pietro, S. Paolo e Cristo risorto.
La facciata principale, ad est, incompleta, è ricca di uno splendido rosone rinascimentale a ventiquattro razze con al centro l’Assunta e di una serie di apotropaici.
Interno. A pianta Basilicale e tre navate scompartite da quattordici colonne sormontate da magnifici capitelli rinascimentali da cui partono arcate a tutto sesto. Nella navata maggiore si aprono buie bifore, in ricordo di antichi matronei. Il soffitto barocco è impreziosito da maestose cornici lignee, intagliate e dorate, che racchiudono cinque tele di buona fattura. Nel presbiterio lo splendido coro in noce , squisito lavoro di intagliatori rinascimentali, e l’altare maggiore con il paliotto anteriore rivestito di marmi policromi intarsiati in madreperla. Sul coro l’organo dei primi del ’900, la cui struttura lignea è opera del maestro Francesco Amodio. Seguono: sulla sinistra il cinquecentesco Crocifisso ligneo, l’altorilievo in pietra dura della Presentazione di Maria al Tempio (1538), la Pentecoste (Francesco Santulli, 1705), S. Filippo Neri (scuola solimelesca?), la statua policroma di S. Michele Arcangelo(Stefano da Putignano, 1538), ed infine il fonte battesimale, donato nel 1714 dal Cardinale Orsini, futuro Papa Benedetto XIII, insieme alla tela del Battesimo di Gesù di Francesco de Angelis. Nella navata destra, a seguire, la Sacra Famiglia (Pietro Barbellino, 1779), Santa Maria del Piede ( vuole la tradizione che l’affresco sia stato ritrovato ai 'piedi' dell’antica Cattedrale crollata), la Madonna di Costantinopoli e il Ritrovamento della Croce. Al centro della navata si apre il Cappellone del Santissimo, eretto nella prima metà del XVII secolodal Vescovo Ricci, il cui busto marmoreo che ne sormonta il mausoleo è opera di Francesco Monchi. Nel Cappellne un piccolo organo seicentesco dal delicato suono ed un altare in marmi policromi intarsiato da Cosimo Fanzago. Nella sagrestia una intera parete è occupata da un mirabile bancone ligneo ad intaglio datato 1561.


Museo Capitolare Gravina in Puglia. Sezione Arredi Sacri: interessante il parato in seta e argento con ricami in oro indossato da Benedetto XIII in occasione della canonizzazione di S: Liugi Gonzaga (1726) e donato dallo stesso Papa al Capitolo della Basilica Cattedrale.

Sezione Pinacoteca: tra le numerose tavole e tele di scuola napoletana di rilievo sono Madonna con Bambino, Cristo Porta Croce attribuiti allo Z.T. attivo agli inizi del XVI secolo; Madonna della Scala della scuola di Francesco Guarini; L’Ultima Cena e Il Padreterno di Emmanuele Mosca; La Pietà di Francesco Santulli.

Museo Etnografico. Interessante raccolta di attrezzi da lavoro della civiltà contadina.

Museo Ettore Pomarici Santomasi. Museo della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi (ente morale del 1920). In un palazzo del ’600 donato unitamente ad una azienda agraria di 260 Ha di terreno al Comune di Gravina, si conservano le più significative vestigia della cultura locale: a piano terra la ricostruita Chiesa Rupestre di San Vito Vecchio con i mirabili affreschi databili alla fine del XIII secolo; i resti fossili di animale amrino del periodo Santerniano Calabriano (circa 1700000 a.c.); elementi architettonici provenienti dall’area archeologica di Botromagno.

Al I piano: la biblioteca che consta di 37000 volumi tra cui alcuni incunaboli, 231 cinquecentine , 31 volumi dell’enciclopedia di Diderot e D’Alambert ed altri ineressanti testi; l’archivio storico ricco di preziosi manoscritti, notevoli pergamene ed altri documenti; l’appartamento di famiglia in cui si possono ammirare pregevoli mobili databili al XVII sec.; maioliche Castellli d’Abruzzo, salone con soffitto cassettonato in stile barocco, stanza da letto con due caterani del ‘600 intarsiati in avorio, letto in ottone del ‘700 e baldacchino del ‘600 . Interessante la Cappella con altare del ‘700, tele di buona fattura e una 'Madonna con Bambino' in marmo di scuola Pisana del XVI sec.

Al II piano: la sezione archeologica con reperti provenienti da zone archeologiche di Gravina e databili tra il Neolitico e l’Età Romana; la sezione numismatica che conta 1608 monete, di vario conio ed epoche diverse, tra le quali alcune pregevoli sidine di emissione locale in epoca pre romana; la sezione dei Gravinesi illustri con una ricca raccolta di cimeli appartenuti agli stessi, tra i quali la rarissima collezione di monete e medaglie emesse durante il pontificato di Benedetto XIII; la sezione delle armi e divise databili tra il 1832 e il 1860, tra le quali spiccano quelle appartenute alla Guardia Nazionale e al Battaglione di Gravina; la Pinacoteca con tele di maestri napoletani (di rilievo la Disputa di Gesù e la Madonna con Bambino di Francesco Guarini, le Quattro parti del mondo di scuola solimenesca, alcuni paesaggi del Viso, il San Sebastiano di Ludovico Caracci, la Madonna con Bambino e San Nicola di Mira del soleminesco Saverio Persico).

Chiesa del purgatorio. Fu dedicata per volere del duca Ferdinando III Orsini e della consorte Giovanna Frangipane della Tolfa tra il 1649 e il 1654 per destinarla a cappella mortuaria della famiglia. Tipico delle chiese destinate al culto dei morti è il portale che rappresenta sui timpani spezzati due scheletri. Ai lati della porta due elementi scultorei che esemplificano lo stemma della famiglia Orsini: tre torri sorrette da orsi. All’interno, l’unica navata termina con un cappellone ottagonale; in quattro angoli si aprono quattro nicchie che contengono quattro statue colossali attribuite a scuola di A. Falcone. Al centro del cappellone l’altare maggiore di marmi commessi, opera di Cosimo Fanzago. Sullo sfondo, incastonato in una maestosa cornice barocca indorata, la Madonna del Suffragio di Francesco Guarini tra il 1649 e il 1651. L’opera è da annoverare tra i dipinti più belli del barocco napoletano. I cinque quadretti (San Pietro, san Paolo, San Giovanni, San Michele e la Natività) furono commissionati nel 1735 ad Andrea Miglionico. Sui lati delle navate si aprono sei cappelle, tre per lati. Di rilevante interesse artistico la Cappella dell’Annunciazione con il mausoleo di Ferdinando II e D. Lazzari; l’altare in marmo bianco con intarsi in nero fa da cornice al mirabile dipinto dell’Annunciazione, opera di Francesco Guarini Cappella di San Giuseppe da cui si accede al sottostante cimitero con una interessante stanza maiolicate. Cappella di San Gregorio il cui altare fu commissionato il 1742 al marmoraro F. Raguzzino. La pala è firmata e datata Angelo Solimena 1667.

Madonna delle Grazie. Un bizzarro e famoso prospetto riproduce lo stemma di Mons. Giustiniani che ne volle la costruzione nel 1602 per destinarla a residenza estiva del Vescovo e dei seminaristi: una grande aquila ad ali spiegate che sovrasta tre torri. Nella cappella dell’annesso monastero delle Teresiane, un pregevole presepio ligneo ed il corpo integro della martire S.Ceriaca la cui maschera in cera è opera del Canova.

Chiesa Sant'Agostino. Fatta erigere dagli Agostiniani nel XVII secolo, ha la facciata a due piani tripartita da lesene. L’interno, a tre navate, ha la volta impreziosita da una serie di costoloni e cordigli. Sulle pareti due interessanti tele: il Battesimo di S. Giovanni Battista degli inizi del ‘600 e San Tommaso da Villanova opera di Maestro Napoletano del XVII secolo. Di ottima fattura è l’altare maggiore in marmo.

Chiesa San Domenico. Eretta nella seconda metà del XVII secolo, è stata fortemente rimaneggiata. Dell’antica chiesa restano i due altari in marmo policromo: a destra quella della Madonna del Rosario ed a sinistra quello di S. Domenico di Soriano. Notevole anche la tela di S. Filippo Neri, opera di maestro napoletano del XVII secolo.

Chiesa San Francesco. Costruita per i francescani su una antica chiesa benedettina, ha la facciata di chiara impostazione rinascimentale, con due oculi ed un rosone a sedici razze. Interno basilicale a tre navate ed unico cappellone. Pregevole L’Adorazione dei Magi di Sebastiano Pisano (seconda metà XVI secolo), il Crocifisso ligneo del XVI secolo, la Immacolata Concezione di scuola napoletana del XVII secolo, l’organo barocco e i paliotti d’altare di marmo policromo intarsiato.

Chiesa San Giorgio. Risalente al XII secolo, appartenne al Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta. Interno a navata unica. L’abside poligonale esternamente, conserva un mirabile affresco di Madonna con Bambino. Sull’area antistante si teneva nei tempi antichi la Fiera di S. Giorgio.

Chiesa San Giovanni Battista. Edificata su una antica chiesa rupestre intorno al X secolo, fu per breve tempo cattedrale dopo S. Michele delle Grotte. Ha la facciata tripartita da lesene; l’interno é a tre navate con arcate che poggiano su pilastri. La storiografia locale la vuole benedettina.

Chiesa San Nicola. Rifatta nell’attuale forma nel 1704 ha l’interno basilicale a tre navate. Gli ultimi restauri hanno messo in luce ottimi altari lavorati nel morbido tufo locale. Tra le opere pittoriche: S. Nicola, pregevole tavola cinquecentesca, attribuita al Mastro di S. Nicola, Annunciazione attribuita a F. Guarini, S. Eligio, la Gloria di S. Nicola e S. Anna di Angelo Amodio (1933). Interessante il Crocifisso ligneo databile al XVI secolo.

Chiesa San Sebastiano. Fu eretta fra il 1450 e il 1474 su un’antica badia benedettina per i Padri Osservanti. L’interno è a tre navate con sedici pilastri ottagonali. Nella prima cappella laterale sinistra, dall’ingresso, patronato degli Orsini, rilevante un altare in legno finemente intagliato da fra’ Giuseppe da Soleto e una tela raffigurante la Madonna del Carmine opera di fra’ Giacomo da S. Vito dei Normanni. Nella seconda cappella, un pregevole Crocifisso ligneo databile agli inizi del XVII secolo , profondamente venerato dagli agricoltori locali che gli dedicano solenni festeggiamenti, tra l’ultima domenica di Maggio e la prima di Giugno. Sul primo altare sinistro, dal presbiterio, la tela di S. Sebastiano, opera di fra’ Giuseppe da Gravina,(1678), maschera un mirabile presepe con pupi di fattura napoletana. Nella Cappella della Deposizione, sull’altare al Pietà opera di fra’ Giacomo da S. Vito dei Normanni; sotto l’altare , il Cristo Deposto, in pietra policromata attribuibile a Stefano da Putignano, attivo nella prima metà del XVI secolo. Interessanti i reliquiari lignei, tra i quali quello di 'S. Pasquale con il Bambinello', databili tra il XVII e XVIII secolo. Nella sagrestia, in armadio, due inginocchiatoi e un bancone, intagliati e dipinti intorno al 1704 da valenti artigiani. L’annesso convento, coevo alla chiesa e giudicato fin dall’antichità 'uno dei più belli della provincia francescana', ha un chiostro quadrato circondato da cinque arcate per lato che poggiano su capitelli finemente lavorati a motivi zoomorfi e fitomorfi. Gli affreschi delle lunette sono attribuibili a fra’ Giuseppe da Gravina, attivo nella seconda metà del XVII secolo.

Chiesa Santa Maria delle Domenicane. Struttura a navata unica del XVII secolo ha l’interno impreziosito da altari in marmo policromo intarsiato e dal pavimento di mattonelle maiolicate di fabbricazione locale. Pregevole la pala dell’altare maggiore firmata da Carlo Rosa.

Chiesa Santa Sofia. Fatta erigere nel XVI secolo, all’interno, conserva, il mausoleo di Angela Castriota Skanderberg, discendente dall’omonimo eroe albanese. Questo monumento, mirabile esempio di scultura napoletana del ‘500 e attribuito a Giovanni Jacopo, fu voluto dal duca Ferdinando Orsini D’Aragona, per onorare, nella memoria, la bellissima moglie deceduta in giovane età. L’interno è a navata unica con tre archi per lato. Il soffitto ligneo, a cassettoni con rosette, è impreziosito da una Sacra Famiglia di scuola romana del XVI secolo. Interessanti le pale dei quattro altari di scuola napoletana del XVII secolo. Annesso alla chiesa, l’omonimo convento costruito tra il XVI e il XVII secolo.

Castello Svevo di gravina di Puglia. Maniero per uccellaggione, fu commissionato all’architetto Fuccio da Federico II, colpito dalla ricchezza faunistica e dalla amenità del territorio. Misteriosa, sotto il piano di calpestio, di un enorme vano privo di ingresso, con volta a botte e con graffiti sulle pareti.
Il Castello federiciano, sorge nei pressi di una collina da dove è possibile a,,irare un panorama comprendente tutta Gravina in Puglia ed il territorio circostante; il castello Federiciano venne realizzato per volere dell'imperatore Federico II di Svevia nel corso della prima metà del XIII secolo.

Palazzo Orsini. Residenza dei principi Orsini dal XVII secolo, ha un magnifico prospetto con bugnato, un portale baricco e un cornicione con gronde a protomi d’orso. Nell’interno, ancora affrescata, la stanza che vide i natali di Papa Benedetto XIII.

Biblioteca Finia. Tra le più antiche biblioteche pugliesi, fu fondata nel 1686 con un lascito del vescovo Cennini. Si arricchì, in seguito, altri lasciti, fra cui quello cospicuo del cardinale Finy dal quale prende il nome. Oggi è dotata di 8000 volumi, tra cui 28 incunaboli, molte cinquecentine e numerosi manoscritti. L’edificio, ultimato nel 1743, ha la facciata spartita da le sene e conchiusa da una edicola campanaria con orologio.

Centro Giovanile Benedetto XII. Sulla S.S.96 sorge un moderno complesso capace di soddisfare le esigenze di accoglienza dei giovani, offrendo ogni idoneo servizio per lo svolgimento di attività culturali, religiose e sportive. Costituisce necessario complemento alla ricchezza storico-artistica del variegato territorio, ponendosi, con la sua elegante struttura, elemento di continuità nello stile e nel gusto, propri di una 'città d’arte' quale viene ritenuta la città di Gravina.

La Gravina Sotterranea: un reticolo di vie e gallerie, una vera e propria città sotto terra da scoprire.

La Fiera di San Giorgio, che sino ad ora vanta 715 edizioni, un’importante vetrina di agricoltura, artigianato, enogastronomia e tecnologia con operatori che arrivano, oltre che dalla Puglia e dalla Basilicata, anche dalle altre regioni del Centro Sud e dal Nord Italia.


Sito Ufficiale: http://www.comune.gravina.ba.it

Hotel B&B Gravina di Puglia






© - Powered by Toscana by Net - Realizzazioni siti internet  -  Tel/Fax 0574-711225  -  Email: info[at]firenze-online.com