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Valle-d-Aosta

Valle d Aosta

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Valle d Aosta Panorama Una delle ricchezze della Valle d'Aosta è costituita dai castelli disseminati sul suo territorio. Di grande valore storico, il loro fascino ancestarle ha soggiogato più di uno, nel passato come ai giorni nostri.
Appena entrati nella regione si viene accolti dall'imponente fortificazione di Bard che sbarra la Valle e che presto sarà interamente visitabile attraverso una singolare rete di mini -funicolari. Si staglia poi la massiccia mole quadrata del castello di Verres e dall'altro versante quello ampio e mosso di Issogne, la residenza dei conti Challant, i signori della Valle d'Aosta. Sempre salendo la Valle si arriva al castello di Fenis, prima di Aosta, che con le sue innumerevoli torri e merlature ricorda i castelli delle fiabe.
Ma non è tutto, alzando gli occhi verso le pendici rocciose che circondano il bacino della Dora si possono vedere tante fortificazioni, appollaiate come rapaci sulle rupi scoscese, pronti a difendere il proprio territorio.
Ma quelli ricordati non sono che una minima parte di essi, ognuno ha una sua caratteristica particolare, una sua storia e, come a Fenis, anche il proprio fantasma.
Inoltre, la bellezza del territorio, l'accoglienza dei cittadini, e le molte fiere artigianali accompagneranno il turista in una splendida vacanza.

Il territorio della Valle d'Aosta, situato nell'estrema parte nord-occidentale dell'Italia, è interamente montuoso.

Alte montagne circondano la regione: il massiccio del Monte Bianco raggiunge i 4810 metri d'altitudine ed è la vetta più elevata d'Europa. Il Monte Bianco è situato al confine con la Francia; un lungo traforo autostradale ne assicura agevoli collegamenti. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso istituito nel 1922 per salvaguardare alberi e alcune specie di animali in via d'estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini. La popolazione si concentra lungo il corso della Dora Baltea e nelle valli minori. Le valli sono state scavate dai ghiacciai in movimento; questi un tempo ricoprivano tutta la regione. Ora i ghiacciai occupano solo le cime montuose più elevate.

La Valle d’Aosta è una regione dell’Italia settentrionale, situata nell’estremo nord-ovest del paese; confina a ovest con la Francia, a nord con la Svizzera, a est e sud con il Piemonte. La Valle d’Aosta comprende una sola provincia, quella di Aosta, dalla quale ha tratto il nome. La Valle d’Aosta si estende per circa 3246 Kmq e ha 118566 abitanti; essa è la più piccola e meno popolata delle regioni italiane. Questa regione interamente alpina e collocata attorno alla valle formata dalla Dora Baltea, uno dei principali affluenti del Po.

La caratteristica più rilevante del paesaggio della Valle d’Aosta sono le imponenti montagne alpine tra le più belle ed elevate di tutta Europa. La regione è situata tra le Alpi occidentali e le Alpi centrali (Alpi Graie e Pennine). Delle Graie fanno parte i monti del Gran Paradiso (4061 m) e del Monte Bianco (4810 m); delle Alpi Pennine il Cervino (4478) e il Monte Rosa (4643).
I valichi alpini valdostani non sono numerosi, i più importanti sono il passo del Piccolo San Bernardo (2188 m ) con la Francia e il passo del Gran San Bernardo (2472 m) con la Svizzera.

Il fiume più importante è la Dora Baltea che attraversa tutta la regione, numerosi sono i suoi affluenti che nascono dai ghiacciai e attraversano le valli laterali che hanno contribuito a formare con l’azione erosiva delle loro acque. I più importanti sono: il Buthier che percorre la Valpelline e confluisce ad Aosta, il Marmora che nasce dal M. Cervino, attraversa la Valtournenche e confluisce a Chatillon; il Lys che scende dal M. Rosa solca la Valle di Gressoney e confluisce a Pont-Saint Martin. La Valle d’Aosta è costellata da numerosi laghi alpini, fra i più grandi ci sono il lago di Place Moulin e il lago di Beuregard.

La Valle d’Aosta gode di buone condizioni climatiche con moderate precipitazioni e temperature relativamente miti, mentre le aree montuose presentano forti escursioni termiche e ricevono abbondanti precipitazioni in buona parte nevose. Ad Aosta la temperatura media annua è di 10,2°C, con valori di 0,1°C nel mese più freddo e di 20,4°C nel mese più caldo; le precipitazioni toccano i 585 mm annui.

Altitudine e clima condizionano la vegetazione della Valle d’Aosta. Nei versanti più bassi della valle principale e delle valli laterali si trovano castagneti e boschi di latifoglie; più oltre succedono faggi e oltre i 900 m i boschi di conifere (abeti rossi, larici ecc.) che si spingono sin oltre i 2000 m. Nelle fasce superiori si trovano gli arbusti (tra cui macchie di rododendri) e le piante alpine che si spingono al limite delle nevi perenni fino a circa 3000 m.
La fauna alpina regionale, così come nel vicino Piemonte, ha il suo esemplare più notevole nello stambecco protetto nel Parco Nazionale del Gran Sasso altri esemplari molto rari sono: camosci, marmotte volpi ed ermellini.

Valle d Aosta ViewAbitata dal V secolo a.C. dalla popolazione ligure-gallica dei Salassi, nel 25 a.C. fu conquistata dai Romani, che vi fondarono Augusta Praetoria, l'odierna Aosta. Importante sotto il profilo militare e strategico per il controllo dei valichi del Piccolo e del Gran San Bernardo, nel Medioevo fu oggetto di contesa e conquista da parte di numerosi popoli e regni, come i Burgundi nel V secolo, gli Ostrogoti, i Bizantini e i Longobardi nel VI secolo e i Franchi nell'anno 774.

Inserita nel Regno di Borgogna nel 904, nel 1032 divenne contea di Umberto Biancamano. Da allora il suo destino fu legato alla dinastia sabauda, che nel 1302 la trasformò in ducato e le concesse sempre ampia autonomia. Date le caratteristiche naturali della regione, la nobiltà feudale ebbe a lungo un peso preponderante nella sua storia politica e sociale e i numerosi forti e castelli furono centri di vita politica, economica e culturale, oltre che militare.

Anche la Chiesa, presente con numerosi monasteri, ebbe notevole influenza sulla popolazione della valle, che ai tempi della Rivoluzione Francese (alla fine del XVIII secolo) e nei decenni successivi fu roccaforte delle idee tradizionalistiche e reazionarie. Nell'Italia unita (1861) la Valle d'Aosta cercò di conservare le proprie tradizioni e specificità linguistiche e culturali.

Il fascismo cercò di italianizzare la Valle d'Aosta, con con la soppressione di numerose scuole locali, l'instaurazione dell'uso esclusivo della lingua italiana negli uffici giudiziari (R.D. del 15 ottobre 1925, num. 1796), la soppressione dell'insegnamento della lingua francese (R.D. del 22 novembre 1925, num. 2191), l'italianizzazione dei toponimi (ordinanza del 22 luglio 1939) e la soppressione dei giornali in lingua francese Le Duché d'Aoste, Le Pays d'Aoste, La Patrie valdôtaine e dell'utilizzo del francese nella stampa. Peraltro il cosiddetto decreto Rattazzi (Regio Decreto n. 1 del 2 gennaio 1927), riformando le circoscrizioni provinciali attribuì alla Val d'Aosta lo status di provincia, elevandola da circondario della provincia di Torino.

Diventata regione autonoma nel 1945, con Federico Chabod primo presidente, ottenne dalla Repubblica Italiana la concessione dello Statuto speciale nel 1948. Economicamente per molti secoli la Valle d'Aosta visse solo di agricoltura e di pastorizia, con la diffusione di piccole proprietà spesso insufficienti alla sussistenza dei contadini e dei pastori, costretti a spostarsi in Francia o in Svizzera per lavori stagionali, o a emigrare definitivamente.

Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945) ci fu l'inversione delle tendenze demografiche ed economiche, con uno sviluppo turistico ed industriale che produsse un fenomeno immigratorio. Attualmente la regione, che ha una popolazione di poco più di 120.000 abitanti, ha un reddito pro capite tra i più alti in Italia, perlopiù grazie allo sviluppato benessere industriale del nord Italia che trasformò la Val d'Aosta in una delle mete turistiche preferite.


Parte delle informazioni riguardanti la storia, l'arte, le tradizioni e gli eventi della città di Valle d Aosta sono riprese dal sito www.wikipedia.org rispettando il GNU Free Documentation License.

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